Caso Emanuela Orlandi, a ”Chi l’ha visto?” la registrazione del mistero. A distanza di 33 anni l’audio choc della cassetta lasciata vicino alla sede Ansa nel 1983: ”Quella voce straziante…”


 

”È di Emanuela Orlandi la voce in questa registrazione arrivata 25 giorni dopo la scomparsa? Di chi erano quelle cancellate? Dov’è la cassetta originale non manipolata?”. Sono le domande che la trasmissione ‘Chi l’ha visto?’ si pone sulla propria pagina Facebook dopo il ritrovamento di una registrazione audio che documenterebbe le sevizie ai danni di una ragazza. Nell’audio non sono udibili 3 voci maschili. Le frasi pronunciate dagli uomini, però, compaiono nel verbale della trascrizione.

Secondo Pietro Orlandi, presente in studio, non è escluso che la vittima potesse essere proprio sua sorella. Ma la voce di quella registrazione apparteneva davvero a Emanuela Orlandi?

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La cassetta era stata fatta trovare poco dopo il rapimento di Emanuela Orlandi in Piazza San Pietro e il 17 luglio 1983 e nei pressi della sede dell’Ansa di Roma vicino il Quirinale. Questa la trascrizione integrale dell’audio ascoltato nel corso della puntata di Chi l’ha visto?

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Si sentono prolungate esclamazioni maschili
A. “Oddio il sangue, quanto sangue…”
nell’ambiente si sentono rumori provenienti dall’esterno tipici del traffico cittadino
A. Si lamenta “ahio, ah..” (respira affannosamente)
B. voci incomprensibili.
A. “Mi fa male, no!” (piange, dice “basta” con la bocca semitappata). “Sto svenendo, sto svenendo” si sente un rumore di qualcosa appoggiato al microfono.
A. (Sospiro) “Ahh…viene…Ahiaa, mi sento male…oddio mi sento male….ahio…che male…dio che male, che male! Dovevo darti quel numero di telefono”
B. Voce maschile romanesca
A. “Non più”
B. Voce maschile: “No, fatti fare”
A. Si lamenta e continua a ripetere basta con la bocca semitappata.
B. Voce metallica di sottofondo : “Vogliam travèl”
A. (continua a lamentarsi respirando affannosamente): Oddio, ahio, oddio, perché non la smettete…perché Dio….Dio perché…Oddio”.

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Quasi un anno e mezzo fa, la Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta sulle sparizioni di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori, scomparse rispettivamente il 22 giugno e il 7 maggio 1983. Lo ha reso noto il procuratore della Repubblica Giuseppe Pignatone. La Procura spiegava che “all’esito delle indagini che hanno approfondito tutte le ipotesi investigative man mano prospettatesi non sono emersi elementi idonei a richiedere il rinvio a giudizio di alcuno degli indagati”.

In dissenso con alcuni aspetti della richiesta fatta dalla Procura, ha scelto di non firmare l’archiviazione il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, ovvero il magistrato che negli ultimi anni ha coordinato l’inchiesta, il quale ha anche “richiesto la revoca dell’assegnazione del procedimento”. 

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