Scomparsa Samira, ufficiale la notizia sul marito: “Trovato qualcosa di importante”


A distanza di quasi due mesi dalla scomparsa di Samira El Attar, il marito Mohamed è stato ufficialmente indagato per omicidio. La 43enne di origini marocchine è sparita nel nulla il 21 ottobre, quando era uscita per accompagnare la figlia all’asilo, a Stanghella, in provincia di Padova. Gli inquirenti avrebbero accantonato le altre ipotesi (tra cui l’allontanamento volontario, il sequestro di persona e l’incidente stradale) e iscritto sul registro degli indagati indagati il marito della donna, Mohammed Barbri, con le accuse di omicidio e occultamento di cadavere.

Le indagini puntano dunque in una direzione precisa: Samira sarebbe stata uccisa.L’uomo si è sempre dichiarato innocente, ma in questi due mesi la sua figura è stata ‘seguita’ dagli investigatori. Le continue liti tra Samira e il marito continuavano da circa un anno ed erano note ai familiari, in particolare la mamma della donna, che ha parlato della gelosia dell’uomo. (Continua a leggere dopo la foto)









Il 9 dicembre Mohamed ha avvisato i carabinieri riferendo di aver ritrovato uno stivaletto appartenente alla moglie lungo la statale 16, a poca distanza da casa e un portachiavi della donna nascosto tra l’erba. Qualcosa, però, non torna: le scarpe nere appaiono pulite ma, dopo quasi due mesi di maltempo, avrebbero dovuto essere perlomeno un po’ infangate. Da questi pochi elementi il suo atteggiamento sembrerebbe collaborativo, ma ci sono dei punti su cui bisognerà far chiarezza, come la denuncia ai carabinieri, arrivata solo 24 ore dopo la scomparsa. (Continua a leggere dopo la foto)






In queste ore, però, Il Gazzettino ha pubblicato una notizia che ‘proverebbe’ la colpevolezza dell’uomo: “Il pubblico ministero D’Ambrosca e i carabinieri non credono al marocchino. – si legge sul quotidiano – Hanno trovato qualcosa di importante. Pare che abbiano in mano l’oggetto che proverebbe il delitto. Un oggetto trovato nell’abitazione”. (Continua a leggere dopo la foto)



 

A margine di tutte le accuse, o meglio, di tutte le supposizioni pubblicate quest’oggi dal quotidiano di Padova, resta il fatto che Mohammed resta ancora a piede libero, nonostante sia accusato di reati molto gravi, e ciò dimostra come manchino “i gravi indizi di colpevolezza”, che sarebbero appunto necessari per un arresto in carcere o ai domiciliari.

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