Bimba di 2 anni muore all’asilo. Non si sveglia dal sonnellino pomeridiano


Siamo in Piemonte: è qui che si è consumata una vera e propria tragedia. Una bimba di due anni e mezzo è morta all’ospedale di Ciriè dopo un improvviso malore accusato in un asilo privato di Leini (Torino). La cosa terribile è che la piccola non si è risvegliata dal solito sonnellino pomeridiano. La piccola è morta per un attacco cardiaco, forse provocato da una crisi epilettica. Vani i tentativi di rianimarla del 118. Vana la corsa disperata all’ospedale di Ciriè. A far luce sul decesso sarà ora l’autopsia, disposta dalla Procura di Ivrea che indaga sull’accaduto.

Naturalmente le prime ad accorgersi del problema e le prime a chiedere aiuto a medici e carabinieri, nel primo pomeriggio, sono state le maestre dell’asilo, che l’hanno vista immobile nel suo lettino, con gli occhi chiusi. Sapevano che la piccola soffriva di epilessia ed erano state istruite su come intervenire in caso di convulsioni. Ma oggi, arrivata l’ora della nanna dopo il pranzo, la bimba sembrava stare bene ed era andata a dormire come tutti i suoi compagni. Continua a leggere dopo la foto






I medici del nosocomio, insieme all’equipe del 118 intervenuta in via Bonis, hanno fatto tutto il possibile per salvare la piccola andata in arresto cardiaco poco prima delle 17. Purtroppo, come detto, non c’è stato modo di salvarle la vita. Dopo l’intervento dei medici del 118 all’interno della scuola sembrava che la situazione potesse migliorare visto che l’equipe era riuscita a rianimarla. Continua a leggere dopo la foto






In queste ore i carabinieri stanno sentendo i testimoni della tragedia e il pm Alessandra Gallo di Ivrea ha aperto un fascicolo per verificare se la piccola è stata tenuta sotto controllo in maniera adeguata. Se con lei e con i compagni d’asilo c’era qualcuno. Continua a leggere dopo la foto



 


Tuttavia sembra escluso che la piccola sia stata vittima di un incidente all’interno dell’asilo nido. Sono intervenuti sul posto anche i carabinieri e la polizia municipale per ricostruire la dinamica dell’accaduto. Ora non resta altro che rispettare la famiglia e stringersi intorno ad essa. Tutta la comunità è sotto choc.

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