Aveva solo 22 anni, una morte inspiegabile. Una cittadina devastata dal dolore


Si chiamava Chiara Roncalli la ragazza che si è spenta nonostante le cure dei medici dell’ospedale Papa Giovanni di Bergamo dove era stata subito portata lunedì pomeriggio, dopo essersi sentita male nella struttura dell’Istituto Superiore “Maironi Da Ponte” di Presezzo. La sua dipartita è stata presa come una propria e vera tragedia a Bonate Sopra, nel Bergamasco. La ragazza, di soli 22 anni, è morta dopo un malore in palestra. La giovane si era sentita male mentre si stava allenando in palestra, ed era stata subito soccorsa da alcune persone presenti.

Nonostante i soccorsi immediati e la corsa in ospedale, al Papa Giovanni di Bergamo dove è giunta in codice rosso, Chiara non ce l’ha fatta ed è morta il martedì successivo, nonostante i tentativi dei medici di salvarle la vita. La giovane, molto conosciuta a Bonate Sopra, lavorava come impiegata in una azienda del posto: lunedì pomeriggio si trovava nella palestra dell’Istituto Superiore “Maironi Da Ponte” di Presezzo, dove avrebbe dovuto svolgere un corso. Continua a leggere dopo la foto








Ma improvvisamente, la giovane si è accasciata al suolo probabilmente a causa di un malore: gli altri astanti si sono accorti subito della vicenda e l’hanno aiutata a stabilizzarsi, chiamando contestualmente anche i soccorsi medici, ma purtroppo è stato tutto inutile nonostante la corsa in codice rosso all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo. Continua a leggere dopo la foto






Sconvolto il paese bergamasco, ed in particolare i genitori Paolo e Eleonora, oltre alla sorella Giorgia: i funerali della giovane si svolgeranno venerdì 20 dicembre alle 14.30, partendo dalla sua abitazione di via Morante verso la chiesa parrocchiale di Bonate Sopra, per poi essere portata al Tempio Crematorio di Bergamo. Continua a leggere dopo la foto



 


Ora in tantissimi si sono stretti tra i famigliari della giovanissima ragazza, un dolore immane quello che ha sconvolto questa piccola cittadina del bergamasco. Il cordoglio e il rispetto, adesso, sono l’unica opzione possibile.

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