L’Italia trema ancora: scossa di terremoto in Sicilia. Panico tra gli abitanti


L’Italia trema ancora. E se per certi versi è un bene che sia così (sarebbe strano il contrario, spiegano continuamente gli esperti), per altri è terrificante. Siamo in Sicilia: è qui che la terra dell’Etna ha tremato. Una scossa di terremoto di magnitudo 3.7 è stata registrata la notte tra martedì 17 e mercoledì 18 dicembre alle pendici nordoccidentali del vulcano, nella provincia di Catania. Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il terremoto, registrato alle 00.48 della notte, ha avuto ipocentro a 22 km di profondità ed epicentro tra Maletto e Randazzo. Al momento non si segnalano danni a persone o cose.

Oltre a Maletto e Randazzo sono Bronte, Maniace, Santa Domenica Vittoria, Roccella Valdemone, Moio Alcantara i Comuni più vicini all’epicentro del terremoto avvenuto nella notte. La scossa è stata avvertita distintamente da buona parte degli abitanti della zona. Seconda scossa di terremoto in due giorni sull’Etna – Prima del sisma di magnitudo 3.7 un’altra scossa più leggera, di magnitudo 2.5, aveva coinvolto ieri il versante orientale del vulcano nei pressi di Milo e a una profondità di 7 km, tanto che era stato avvertito dalla popolazione. Continua a leggere dopo la foto









Soltanto un paio di giorni prima, un altro terremoto aveva terrorizzato gli abitanti del beneventano. In tutto cinque scosse, molto ravvicinate tra loro, di cui l’ultima, registrata alle 11.36 del 16 dicembre 2019 dalle stazioni della Rete Sismica Nazionale, di magnitudo 3.8 (a una profondità di 17 chilometri). Continua a leggere dopo la foto






Allarme e paura tra gli abitanti che si sono immediatamente riversati nelle strade, e decine le telefonate al centralino dei Vigili del Fuoco di Benevento da parte dei cittadini che hanno sentito tremare la terra. Tutte le scosse hanno avuto l’epicentro nell’area di San Leucio del Sannio, ma lo sciame è stato avvertito distintamente anche ad Avellino e soprattutto nelle zone irpine che confinano col versante sannita. Continua a leggere dopo la foto



 


Allarmati, i sindaci dei centri della Valle Caudina e della Valle Telesina hanno disposto la chiusura delle scuole, dopo aver fatto evacuare gli studenti dalle aule degli istituti. In questi non resta altro che affidarsi agli esperti della protezione civile per eventuali comunicazioni importanti.

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