Doppia scossa di terremoto in Emilia Romagna. Verifiche in corso, preoccupazione tra gli abitanti della zona


L’Italia trema ancora. Stavolta il terremoto ha scosso la provincia di Parma, Solignano in particolare quando, dopo le 11 della mattinata di giovedì 12 dicembre 2019, c’è stata una scossa di magnitudo 3.0. Erano le 11.22 mentre, poco dopo, alle 11.33, c’è stato un altro sisma di magnitudo 2.7. Entrambe le scosse sono state chiaramente avvertite dalla popolazione. Varano, Valmozzola e Terenzo sono state le zone dove il sisma è stato avvertito maggiormente. Per fortuna, al momento, non si segnalano danni a cose o persone.

Il sisma ha avuto profondità di 28 chilometri ed è stato avvertito abbastanza chiaramente in un’area vasta da Salsomaggiore a Fidenza e Parma. Attualmente sono in corso le verifiche per stabilire se ci siano o meno stati danni. Le scosse non sono state particolarmente intense e questo fa ben sperare. Solignano è un comune di 1700 abitanti e si trova sul fiume Taro; si trova a 34 km da Parma, a circa 50 km da Piacenza, Reggio Emilia e Cremona. Continua a leggere dopo la foto









La scossa non è stata annunciata da eventi tellurici premonitori. Lievissime scosse si sono verificate nello stesso momento anche in Umbria (tre con epicentri a Cascia, Norcia e Preci) e di nuovo nel Mugello. L’incubo terremoto continua a terrorizzare gli italiani: qualche giorno varie scosse hanno colpito la Toscana, alcune sono state registrate sull’Appennino, in particolare in Abruzzo, Campania e Basilicata. Quello che ha creato più disagi è stato senza dubbio il terremoto del Mugello. Continua a leggere dopo la foto






Il terremoto del Mugello ha infatti prodotto una serie di disagi e in particolare l’arresto della rete ferroviaria dell’Alta Velocità che per alcune ore è rimasta ferma e lasciato a terra i passeggeri. Ovviamente la popolazione è impaurita. Anche perché nella stessa area, secoli fa, ci fu un terremoto tremendo. “Non ci sono ancora elementi certi – spiega il direttore dell’Osservatorio Nazionale Terremoti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Salvatore Stramondo – per stabilire che si tratti della stessa faglia che si è attivata nel 1542”. Continua a leggere dopo la foto



 

E ha aggiunto: “Quello che al momento notiamo è che i terremoti in corso avvengono a ridosso dell’area colpita nel 1542, a soli 8-10 chilometri a Nord-Ovest”. Entrambe le faglie, però, possono dare vita a sismi molto forti: “Infatti, nell’area del Mugello possiamo aspettarci terremoti di magnitudo molto più elevata di quella che ha caratterizzato la scossa di ieri mattina»” ha spiegato Andrea Billi, geologo e direttore dell’Istituto di geologia ambientale e geoingegneria del Consiglio nazionale delle ricerche (Igag-Cnr).

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