Cinque anni senza Loris Stival, il ricordo del papà: “Che la tua luce risplenda nei nostri cuori”


Non è un giorno come tutti gli altri il 29 novembre a Santa Croce Camerina, il comune siciliano in provincia di Ragusa. Cinque anni fa moriva infatti il piccolo Lorys Stival. E nella giornata di oggi il papà del bimbo, Davide Stival, ha pubblicato un post nel quale ha annunciato la celebrazione di una funzione religiosa in sua memoria.

“Oggi è il quinto anno senza Lorys. Che la tua luce risplenda sempre nel tempo e nel cuore di tutti noi. Tu sei la stella più brillante di tutto l’universo. Il tuo papà”. La messa ha avuto luogo nella chiesa madre del paese, proprio dove si tennero i funerali del bambino nel 2014. (Continua dopo la foto)







Proprio alcuni giorni fa la vicenda della sua tragica morte era tornata alla ribalta. Il 21 novembre la Cassazione ha infatti condannato la madre, Veronica Panarello,  a 30 anni di reclusione per l’omicidio di Lorys commesso con una fascetta da elettricista. La donna è incarcerata nella casa circondariale ‘Le Vallette’ di Torino. E per lei ci sono altre notizie negative. (Continua dopo la foto)






Si è infatti svolta alcuni giorni fa la prima udienza a suo carico per l’accusa di calunnia mossa dal suocero Andrea Stival, nonno di Lorys. Veronica ritiene infatti che l’autore dello strangolamento del figlio sia stato proprio lui, il quale avrebbe utilizzato un cavo usb. Il movente sarebbe una presunta relazione tra la Panarello ed Andrea, che il piccolo avrebbe scoperto, dopo averli beccati in atteggiamenti intimi. (Continua dopo la foto)



Ma questa pesante accusa si è rivelata priva di fondamento e dunque l’assassina del figlioletto è costretta a difendersi da un altro capo di imputazione. Ricordiamo che il 5 luglio del 2018, Veronica Panarello si ribellò contro Andrea Stival, affermando: “La colpa è tutta tua, ma ti ammazzo con le mie mani quando esco”. L’avvocato della donna, Francesco Villardita, aveva puntato sul disturbo borderline di personalità della sua assistita per provare ad evitarle i 30 anni di carcere: “I periti hanno negato l’esistenza di una patologia che è stata valutata da tre distinti gruppi di clinici: dall’ospedale di Ragusa; dalla casa circondariale di Agrigento che ha diagnosticato una personalità patologica e dall’ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto, che ha diagnosticato un disturbo di personalità NAS (Non altrimenti specificato) che comunque fa parte del DSM 5. I periti del tribunale hanno sconfessato la diagnosi di tre strutture pubbliche che avevano indicato la Panarello affetta da un disturbo di personalità. Non possiamo essere d’accordo”.

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