Una bimba di pochi mesi, nemmeno un anno. L’hanno trovata sotto alle macerie insieme a mamma e papà. Il violento terremoto di stanotte ha fatto crollare tutta la loro casa e ora arriva la notizia, l’ennesima purtroppo, che nessuno avrebbe voluto sentire


 

Tragedia che assume contenuti sempre più vasti e che alle lacrime per le macerie, aggiunge il dolore per le vite spezzate. Il bilancio del sisma che ha colpito la notte scorsa il centro Italia è al momento di 21 morti accertati, 11 nel Lazio di cui sei ad Accumoli e 5 ad Amatrice, in provincia di Rieti, e 10 nelle Marche a Peschiera del Tronto (Ascoli Piceno). Vengono però segnalate molte persone sotto le macerie e il bilancio delle vittime è destinato a salire.

Il terremoto di oggi nell’Italia centrale “è paragonabile, per intensità, a quello dell’Aquila” ha detto il capo del Dipartimento Protezione Civile Fabrizio Curcio.

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L’ultima notizia è quella di una bimba di 9 mesi morta sotto le macerie. Una bambina di pochi mesi, sembra nove, è stata estratta morta dalle macerie della casa di famiglia crollata nel centro di Arquata del Tronto in tarda mattinata. Lo si è appreso dai Vigili del fuoco sul posto. La bambina era nell’abitazione con i due genitori che sono stati estratti ancora vivi dalle macerie e portati in ospedale. Man mano che le operazioni di soccorso si susseguono e man mano che le ore passano, dalle zone in cui si è abbattuto il terremoto arrivano anche le prime storie dei sopravvissuti e della notte di tragedia appena trascorsa.

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“Sono salvo per un miracolo e perché mi ero appena svegliato per andare a lavoro. Faccio l’operatore ecologico, mi ero appena alzato dal letto quando in un attimo è crollato tutto. Dieci secondi sono bastati per distruggere tutto” Marco, operatore ecologico di Amatrice, si è salvato per puro caso dal crollo della sua casa in via Costanzo Angelini, nel centro storico della città. Un testimone oculare che si trova a Configno, una piccola frazione di Amatrice, ha dichiarato: “È stato un incubo. Ci siamo svegliati alle 3.35 con i mobili che cadevano per terra e i muri che si muovevano di un metro. Siamo riusciti a uscire dalle case in fretta e furia, alcuni sono ancora in mutande qui in strada. Abbiamo acceso un fuoco in piazza e siamo andati a tirare fuori gli anziani dalle abitazioni. Sto provando a contattare mia madre a Nommisci, una frazione qui vicino, ma il telefonino non funziona”.

Storie di terrore e paura che continuano a giungere sui social o dalle pagine dei primi giornali, che grazie ai propri corrispondenti stanno raccogliendo il maggior numero di testimonianze possibili dalle zone colpite. 

“Sono il sindaco di un paese che non c’è più, sento i miei cittadini urlare sotto le macerie”. Parole, strozzate dalle lacrime ma anche piene di rabbia del primo cittadino di Amatrice, devastata dal terremoto di stanotte. Il video dell’intervista