Omicidio Loris Stival. È arrivata la sentenza per Veronica Panarello: la decisione


Nell’autunno del 2014, in un paese della provincia di Ragusa, scompare un bambino di otto anni. Si chiama Loris Stival. Dopo qualche ora il corpo senza vita del piccolo viene trovato nelle campagne circostanti. Loris è stato ucciso. In un primo tempo gli inquirenti ipotizzano si tratti di un “orco”, ma poi si scopre che il colpevole viveva sotto lo stesso tetto del bambino. Ed è sua madre Veronica Panarello.

Il 5 luglio 2018 la madre è stata condannata a 30 anni di reclusione dalla Corte d’Assise d’Appello di Catania, confermando la sentenza emessa in primo grado. Giovedì 21 novembre la Cassazione ha confermato la sentenza a 30 anni di reclusione. Era attesa per oggi la sentenza della Cassazione sulla condanna per la donna accusata di aver ucciso, cinque anni fa, il figlioletto di 8 anni, Loris Stival, a Santa Croce di Camerina. (Continua a leggere dopo la foto)







La condanna a 30 anni della donna è stata disposta in primo grado dal Gup di Ragusa, Andrea Reale, poi confermata dalla Corte d’assise d’appello di Catania nell’estate dello scorso anno. La decisione della Corte è giunta dopo diverse ore di camera di consiglio. Il sostituto pg di Cassazione Roberta Maria Barberini aveva stamane sollecitato la conferma della sentenza di condanna pronunciata dalla Corte d’assise d’appello di Catania nel luglio dello scorso anno. (Continua a leggere dopo la foto)






Già in primo grado, con rito abbreviato, Veronica Panarello era stata ritenuta responsabile – e quindi condannata a 30 anni – dal gup di Ragusa per l’omicidio e l’occultamento di cadavere del figlioletto, del quale denuncio’ la scomparsa il 29 novembre 2014 e che venne ritrovato morto dopo qualche ora in un canale a Santa Croce Camerina. (Continua a leggere dopo la foto)



 

Francesco Biazzo, l’avvocato di Andrea Stival, l’allora suocero di Veronica Panarello, che la donna accusa dell’omicidio del figlio, in un’intervista rilasciata a Urban Post aveva detto: ”Stival – ha raccontato il legale – era l’unica persona contro cui la Panarello poteva rivolgere la sua accusa. Avevano un normale rapporto parentale tra suocero e nuora … lei, attenzione, fa tutta una serie di dichiarazioni cercando di scagionarsi. A un certo punto l’unico soggetto che lei indica come omicida è Stival: lo fa nell’estremo e ultimo tentativo di scagionarsi perché non ha altre alternative”.

Incidente sull’autostrada: scontro tra pullman, tir e auto: un morto

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@caffeinamagazine.it