Anastasya sparisce e spuntano due narcos. Appello dei genitori di Luca Sacchi


La vicenda sull’omicidio di Luca Sacchi è tutt’altro che conclusa: ora due nuovi fatti riaccendono il mistero di una morta tanto assurda quanto ancora inspiegabile. Le stranezze iniziano quando la ragazza non si presenta ai funerali di Luca e il suo completo assentarsi anche rispetto alla famiglia di lui che l’aveva invece accolta come una figlia. Dalle colonne del settimanale Giallo arriva un appello di Tina Sacchi, la mamma del personal trainer 24enne: “Luca era un ragazzo d’oro, il figlio che tutte le mamme avrebbero voluto. Lui non c’è più e io voglio almeno sapere perché è stato ucciso.

Vogliamo giustizia, vogliamo che chi ci ha portato via nostro figlio paghi e vogliamo la verità, perché la memoria di mio figlio non deve essere infangata. Anastasiya, mi rivolgo a te: se come dici, hai detto la verità, perché ti sei allontanata da noi? Ti prego dicci la verità, fallo per Luca: tu lo sai che lui non c’entrava niente con la droga. Dicci quello che sai in modo che Luca possa uscire pulito, come merita, da questa storia. Mio figlio era un ragazzo sano e pulito, non meritava tutto ciò”. Continua a leggere dopo la foto







Il giorno dei funerali la ragazza ha scritto un secco messaggio al papà di Luca Sacchi: “Ho appreso dai giornali la notizia dei funerali, ma con tutto il clamore mediatico che si è creato intorno a questa tragedia, ho valutato di non venire”. Poi emerge anche un altro inquietante dettaglio: la sera dell’omicidio di Luca Sacchi alla Caffarella c’erano anche due personaggi di grosso calibro nel mondo del narcotraffico romano che dovevano recuperare i 60mila euro che Anastasiya aveva nello zaino e che si sono allontanati dopo la sparatoria. Continua a leggere dopo la foto






È l’ultima indiscrezione che trapela dagli investigatori che stanno lavorando al caso dell’esecuzione. I detective non hanno dubbi. Quei soldi servivano per acquistare una partita di droga che era arrivata dalla piazza di spaccio di Tor Bella Monaca, attraverso gli emissari che l’avevano portata fino alla Caffarella. Continua a leggere dopo la foto



 


Ma che fino ha fatto il prezioso carico ed i soldi? I due ventenni, finiti in manette Valerio Del Grosso e Paolo Pirino – il primo reo confesso dell’omicidio mentre l’altro è considerato un complice – dopo aver sparato a Luca hanno recuperato il denaro per poi consegnarlo, insieme alla pistola al boss del casilino che era stato raggirato dalla comitiva di pusher e che aveva anche armato l’assassino. Una vicenda tutt’altro che chiusa.

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