Strade killer, ecco quali sono le più pericolose d’Italia. Ogni anno migliaia di vittime


Ogni anno mietono centinaia di vittime. Sono i morti della strada, spesso giovanissimi, traditi da una disattenzione. L’Aci, in un rapporto sulla localizzazione degli incidenti, traccia un bilancio dell’anno passato e analizza i 37.228 incidenti (1.166 mortali), 1.344 decessi e 59.853 feriti, avvenuti su circa 55.000 chilometri di strade della rete viaria principale del Belpaese disegnando la mappa delle strade pericolose italiane. Per gli automobilisti le strade più pericolose d’Italia sono l’ingresso urbano della A24, il Raccordo di Reggio Calabria e la Tangenziale Nord di Milano, per le due ruote l’Aurelia, il Grande Raccordo Anulare e la SS 145 Sorrentina, mentre per i pedoni l’Aurelia, l’Adriatica e la Casilina.

Con un trend che preoccupa perché in autostrada è stabile il numero di incidenti ma aumenta il numero di morti (a causa dell’incidente del Ponte Morandi), mentre sulle strade extraurbane aumentano gli incidenti ma rimane sostanzialmente stabile il numero di morti (+4% e -0,7%), nei centri abitati diminuiscono sia incidenti che morti (-2,7% e -4,2%), soprattutto nei piccoli centri attraversati da strade extraurbane. Continua dopo la foto







Ma l’analisi, scrive Repubblica, spiega anche che in autostrada i veicoli per il trasporto delle merci – autocarro (anche leggero), autotreno o autoarticolato – sono coinvolti nel 31% degli incidenti e che il giorno nero è il venerdì quando si verificano più incidenti (il 15,4%). Dalle 18 alle 20 le ore più critiche. E giugno e luglio i mesi con la maggiore incidentalità (rispettivamente il 9,9% e 10,4% del totale). Molto interessante anche l’analisi di lungo periodo perché prendendo come riferimento l’anno 2010, gli incidenti sono diminuiti del 19,4%, i morti del 18,2%. Continua dopo la foto






Rispetto al 2017, invece, gli incidenti sono aumentati dell’1,5% (554 in più) e i decessi diminuiti dell’1,6% (22 in meno). E ovviamente le autostrade urbane sono quelle con la maggiore densità di incidenti a causa degli elevati flussi di traffico e della pluralità di mezzi diversi. Infatti l’ingresso in città della A24 (12,9 inc/km), il Raccordo di Reggio Calabria (12,5 incidenti/km) e la Tangenziale Nord di Milano (nel tratto in provincia di Monza – 10,3 incidenti/km) sono le strade sulle quali si verificano più incidenti, mentre per la rete autostradale la media nazionale è di 1,3 incidenti/km. Un record terribile. Continua dopo la foto



 


Una riflessione a parte quindi spetta per chi viaggia su due ruote (biciclette comprese): sono coinvolti nel 22% degli incidenti stradali. Un numero invredibile in rapporto al basso chilometraggio coperto. E non è un caso che l’indice di mortalità delle due ruote (motocicli e biciclette) sia molto più elevato di quello delle quattro ruote: più di 3,6 morti ogni 100 mezzi coinvolti in incidente, rispetto all’1,3 delle auto. E chi viaggia su due ruote deve stare attentissimo alla SS 001 Aurelia in Liguria, il Grande Raccordo Anulare di Roma, la SS 145 Sorrentina in provincia di Napoli, la SS 249 Gardesana Orientale in provincia di Verona, la SS 114 orientale Sicula in provincia di Messina. Mentre per i pedoni occhio all’Aurelia, Adriatica, Casilina: qui c’è un numero particolarmente elevato di investimenti.

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