“Facciamo saltare la moschea”. Estrema destra: pistole, fucili svastiche e bombe. 12 arresti in Italia


Sono oltre cento le armi e gli altri oggetti sequestrati oggi a Siena, Sovicille, Colle e Poggibonsi. Pistole, fucili, oggetti da collezione, simboli fascisti e nazisti, ma anche una simil molotov realizzata con una bottiglia, un lanciarazzi, un’ascia, spade varie e molto altro ancora. Oltre a questo, anche materiale esplosivo. Le persone al centro delle perquisizioni sono dodici, tutte appartenenti all’estremismo di destra, indagate per detenzione abusiva di armi correlata alla costituzione di un’associazione con finalità eversiva. Due di loro, Andrea Chesi e il figlio Yuri Chesi, sono stati arrestati per possesso illegale di esplosivo.

L’uomo è un 60enne di Sovicille, noto alle cronache per aver sfilato a bordo del suo sidecar militare delle SS a Siena due anni fa, che su Facebook dichiara di essere il segretario della federazione senese del Movimento Idea Sociale. Le perquisizioni sono scattate dopo una serie di particolari emersi durante le intercettazioni a cui erano sottoposti gli indagati per presunti fatti eversivi. Continua a leggere dopo la foto







L’indagine è coordinata dai pm della Direzione distrettuale antimafia Eligio Paolini e Leopoldo De Gregorio insieme al procuratore capo Giuseppe Creazzo. Gli agenti della Digos di Firenze hanno perquisito le abitazioni di 12 persone che vivono tra Siena e la provincia, accusate di associazione per sovvertire l’ordine democratico e detenzione illegale di armi. Perquisizioni sono state effettuate anche in capannoni e uffici. Continua a leggere dopo la foto






L’inchiesta avrebbe preso forma dall’analisi di profili sui social network in cui si inneggerebbe al dittatore fascista Benito Mussolini e all’odio razziale, in aggiunta a una serie di affermazioni giudicate “sovversive” dagli investigatori. C’era anche la moschea di Colle Val d’Elsa (Siena) nel mirino dei 12 estremisti di destra. Da alcune conversazioni intercettate, sarebbe emersa l’intenzione di far saltare il luogo di culto sabotando una condotta delle tubature del gas emerge. Continua a leggere dopo la foto



 


Il tentativo di “far saltare” la moschea non venne portato a termine perché il 60enne di Siena, al centro dell’inchiesta, sarebbe stato contattato dalla polizia che aveva notato strani movimenti vicino all’edificio di Colle Val d’Elsa. “Noi, come ci si move, noi siamo no guardati a vista… di più!”, si lamentavano gli indagati nelle intercettazioni. “Se devo tirare una pistolettata non mi faccio problemi… la destra estrema è una filosofia di vita”, diceva, nelle conversazioni intercettate dalla Digos di Firenze, il 60enne senese.

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