“Fiamme altissime”. Gravissimo incidente all’ex Ilva di Taranto. Gli operai erano al lavoro. Cosa è successo


Incendio all’Ex Ilva di Taranto, fiamme altissime ma per fortuna nessun operaio è rimasto coinvolto. A rivelare quanto accaduto sono stati i sindacati confederati Fim, Fiom e Uilm, precisando che “Iniziative e manovre per gestire l’emergenza son state del tutto improvvisate e solo l’intervento tempestivo dei vigili del fuoco, che hanno gestito l’emergenza in maniera professionale, ha evitato il peggio”. Nel dettaglio si sarebbe bucata una “siviera”, una caldaia di colata che contiene metallo fuso, dal quale si sarebbe del materiale incandescente.

L’acciaio fuso si è riversato “in fossa, procurando fiamme altissime che hanno raggiunto anche le tubazioni di gas” hanno spiegato i sindacati . L’incidente è avvenuto nel reparto Acciaieria 2 dell’ex Ilva. Una situazione che contribuisce a aumentare le tensione e rendere il momento ancora più drammatico con in francesi di AncelorMittal a un passo dall’addio dello stabilimento tarantino la cui chiusura del quale costerebbe il posto di lavoro a 15mila operai. La trattativa per cercare di superare lo scoglio continua. Continua dopo la foto








A quanto apprende l’Adnkronos da fonti autorevoli, questa mattina a Palazzo Chigi c’è stata una riunione tra il premier Giuseppe Conte, i ministri Luigi Di Maio, Stefano Patuanelli e Federico D’Incà e i parlamentari pugliesi del M5S sull’ex Ilva. Una riunione, a quanto si apprende, dai toni accesi. A scaldare gli animi, lo scudo penale, uno dei motivi a cui AncelorMittal si è appellato per giustificare la volontà di recedere dal contratto sull’ex Ilva. Continua dopo la foto






Conte, raccontano alcuni presenti all’Adnkronos, avrebbe sondato gli umori su una eventuale reintroduzione dello scudo, cancellato dal dl imprese proprio per volontà dei 5 Stelle. Il premier avrebbe tuttavia trovato alcuni parlamentari M5S sul piede di guerra. Tra i più battaglieri, naturalmente, la senatrice Barbara Lezzi, anche se altri eletti presenti all’incontro sarebbero in realtà disposti a ragionare sulla possibilità di reintrodurre l’immunità penale pur di agevolare il dialogo con AncelorMittal. Continua dopo la foto



 


Del resto le distanze sullo scudo penale sono state registrate anche nel corso della riunione di ieri tra i deputati M5S, con Nunzio Angiola, da un lato, che ha spiegato ai colleghi la sua posizione favorevole allo scudo, e altri colleghi pronti a far valere le loro ragioni, decisamente contrarie. In particolare, a scagliarsi contro Angiola sarebbero stati Giovanni Vianello e Gianpaolo Cassese. Intanto, è stato depositato l’atto di citazione che ArcelorMittal ha indirizzato ai commissari straordinari e con cui si chiede di recedere dal contratto di affitto dell’ex Ilva. A questo punto la causa verrà iscritta a ruolo, trasmessa alla sezione specializzata imprese del tribunale di Milano che poi l’assegnerà al giudice. Solo allora il titolare del fascicolo provvederà a fissare la prima udienza della causa. In particolare ArcelorMittal chiede in via principale di “accertare e dichiarare l’efficacia del diritto di recesso” e in subordine di dichiarare che lo stesso “si è risolto per sopravvenuta impossibilità” essendo venuto meno un requisito essenziale del contratto stesso.

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