Esplosione Alessandria, confessa il proprietario della cascina


E’ stato fermato nella notte dai carabinieri di Alessandria il proprietario della cascina di Quargnento esplosa nella notte tra lunedì e martedì, uccidendo 3 vigili del fuoco. I reati contestati sono disastro doloso, omicidio e lesioni volontarie. “Giovanni Vincenti ha confessato in maniera esaustiva e piena dando pieno riscontro agli elementi acquisiti durante la perquisizione”, ha affermato il procuratore capo di Alessandria, Enrico Cieri che ha aggiunto: “L’indagato ha ribadito di voler danneggiare le cose ma ha escluso la volontà omicida”.

Il procuratore ha quindi spiegato che “l’azione portata a termine da Giovanni Vincenti era volta a conseguire il premio dell’assicurazione che era stata stipulata lo scorso agosto per fatto doloso altrui”. Per questo, ha aggiunto Cerri, “oltre alle accuse di disastro doloso, omicidio e lesioni volontarie stiamo valutando un’ulteriore aspetto che è quello della frode ai danni della compagnia di assicurazione per lo meno nella forma tentata perché il crollo di questo edificio era volto a conseguire il premio di un milione e mezzo dell’assicurazione”. Continua dopo la foto








La tragedia nella cascina di Quargnento poteva essere evitata se ci fosse stata una segnalazione, sostiene quindi il procuratore. “A noi risulta che la prima esplosione parziale e accidentale sia stata all’incirca a mezzanotte e qualcosa. A questo punto sono intervenuti i soccorsi, due pattuglie dei Vigili del Fuoco e una pattuglia di carabinieri. All’una di notte uno dei carabinieri ha chiamato Vincenti al telefono per dirgli che stavano intervenendo nella sua abitazione per spegnere l’incendio. A quel punto le altre cinque bombole che erano nell’altra abitazione non esplose stavano insufflando l’ambiente di gas, vi era quindi lo spazio per una qualche segnalazione che noi pensiamo avrebbe potuto evitare la tragedia”. Continua dopo la foto





“Questa è la valutazione che abbiamo fatto noi – ha aggiunto il procuratore – a fronte della quale il Vincenti ha ribadito che non aveva nessuna volontà omicida e questa segnalazione non l’aveva fatto perché sconvolto da un gesto che era andato al di là delle sue intenzioni”. La svolta nelle indagini è stato il ritrovamento in casa di Giovanni Vincenti del foglietto di istruzioni del timer che l’uomo teneva sul comodino della camera da letto. Continua dopo la foto


 


“Ieri pomeriggio – ha detto il procuratore – nel corso di una perquisizione disposta dalla procura in casa dell’uomo in qualità ancora di persona offesa per chiarire ogni aspetto della vicenda risarcitoria e della pesante situazione debitoria che veniva da lui denunciata, sono stati acquisiti elementi oggettivi e dimostrativi di una sua responsabilità nell’apprestamento di questo congegno esplosivo, in particolare è stato trovato il foglietto di utilizzo del timer che è stato sequestrato nella parte di abitazione parzialmente crollata”. “Da questo sequestro – ha spiegato Cerri nel corso della conferenza stampa – i carabinieri sono stato attivato ulteriori accettare e riscontri hanno indotto il Vincenti a rendere una prima confessione davanti ai carabinieri e poi ribadita al pm”.

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