“Ho dovuto dire a mia figlia che suo padre non c’è più”. Il racconto atroce della moglie di Matteo Gastaldo


È distrutta dal dolore Elisa Borghello, compagna di Matteo Gastaldo, uno dei tre vigili del fuoco rimasti uccisi nella cascina di Quargnento, in provincia di Alessandria. Le sue parole sono come lava rovente: “Ho dovuto dire a mia figlia di nove anni che suo padre non c’è più. Non avrei mai pensato di dover essere io a darle un dolore così grande”. E ancora: “Matteo ha perso la vita morto facendo ciò che amava – ha raccontato al Corriere della Sera – Lui viveva per il suo lavoro. Prima di iniziare il servizio ha baciato me e la bimba e ha detto ‘ci vediamo domani’.

Quando il colonnello ha bussato alla porta di casa, a Gavi, per dirmi che era disperso, e poi morto, mi è caduto il mondo addosso. Ora i suoi colleghi dovranno esaudire il suo desiderio: quello di portare la sua bara a spalle”. Matteo Gastaldo è stato l’ultimo a essere estratto dalle macerie. La terza vittima dopo Antonino Candido e Marco Triches. Continua a leggere dopo la foto








Sta migliorando invece il carabiniere rimasto ferito. Roberto Borlengo, 31 anni, sarà operato venerdì nell’ospedale di Asti. “Sono stato svegliato verso le tre di notte dai carabinieri che sono venuti a suonare alla mia porta per chiedermi di seguirli”, racconta il padre, Marco Borlengo. “Mio figlio, che è in servizio alla stazione di Solero (Alessandria), è stato sbalzato dall’esplosione e ricoperto di macerie. Continua a leggere dopo la foto





Oggi sta meglio, ha riportato ferite al viso e alla gamba. Ieri Roberto era distrutto – aggiunge – non per il dolore provato, ma per chi ha perso la vita”. Sono giudicate ‘discrete’ le condizioni di salute dei due vigili del fuoco rimasti feriti. Il caposquadra Giuliano Dodero, ricoverato nell’ospedale di Alessandria, è stato sottoposto nella notte ad un’operazione alla gamba che ‘è riuscita’. Continua a leggere dopo la foto


 


Ha trascorso una notte tranquilla il vigile del fuoco Graziano Luca Trombetta, ricoverato all’ospedale di Asti, dopo aver subito un trauma alla schiena conseguente al crollo dell’edificio. Una storia atroce che ci testimonia ancora l’importanza di avere un corpo come quello dei Vigili del fuoco.

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