Vi ricordate dello studente americano morto a Roma? Fa discutere la decisione del Tribunale del Riesame: “Ecco come potrebbe essere morto Beau”. E la posizione del senzatetto accusato dell’omicidio cambia di netto


“Non è direttamente riconducibile alla spinta data da Massimo Galioto ed avviene dopo diversi secondi” la caduta nel Tevere, tra il 30 giugno e l’1 luglio scorsi dello studente americano Beau Solomon. Lo afferma, dopo aver preso in considerazione le immagini di una videocamera di sicurezza, il Tribunale del Riesame di Roma rigettando la richiesta di scarcerazione di Massimo Galioto, accusato di omicidio.

“Non vi sono sufficienti riscontri per ipotizzare che la precipitazione in acqua e l’annegamento fossero sviluppi prevedibili della condotta che Galioto – spiega il Riesame – e deve escludersi pertanto l’omicidio volontario. Sussistono però gli estremi per l’omicidio preterintenzionale”.

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Resta in carcere quindi Massimo Galioto, il punkabbestia 41enne arrestato per l’omicidio di Beau Solomon, lo studente americano di 19 anni. Stesso luogo, stessa dinamica e stesso presunto omicida che lancia un sospetto su altri due casi. A fare scattare la scintilla sarebbe stata una frase pronunciata da Galioto stesso che, più di un anno fa avrebbe detto: “I toscani ogni tanto vanno affogati, ne ho uccisi due”. I testimoni ascoltati all’epoca, tutti “abitanti” degli argini del fiume, tra cui un amico della compagna, pur con qualche contraddizione nelle loro versioni, non fornirono elementi sufficienti per arrivare a una conclusione diversa dalla morte accidentale.

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