Addio abito bianco, scambio di fedi e promesse solenni. Una sentenza della Cassazione stravolge per sempre la nostra idea di matrimonio. Ecco come ci sposeremo


 

L’abito bianco, gli invitati, i testimoni. Lo scambio delle promesse, quello delle fedi. E la gioia sfrenata di amici e parenti, pronti ad animare una giornata di gioia e risate. Una formula ormai consolidata, quella del matrimonio, scolpita da anni e anni di celebrazioni. Ora, però, le cose potrebbe cambiare per sempre, e non si tratta di una semplice battuta né di una trovata pubblicitaria.

Merito, o colpa a seconda dei punti di vista, dell’incredibile potere del web, che potrebbe ora avere un ruolo centrale nelle unioni.

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Sì perché come riporta Dagospia, la Corte di Cassazione ha emesso una sentenza inattesa nella quale afferma la validità delle unioni celebrate online su Skype. Il primo caso assoluto in Italia è quello di una donna di San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna, che su Skype ha sposato un uomo pakistano.

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L’ufficiale di stato civile del paesino emiliano si era rifiutato di trascrivere l’atto di matrimonio affermando che la modalità di celebrazione era da ritenersi in contrasto con le leggi dell’ordinamento italiano, che prevede la contestuale presenza degli sposi dinanzi a colui che officia il matrimonio.

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La Corte di Cassazione ha però costretto il funzionario pubblico a fare marcia indietro perché il nostro ordinamento prevede anche che i matrimoni validi per ordinamenti stranieri in quanto idonei a rappresentare il consenso dei coniugi in modo consapevole, sono da considerarsi validi anche nel nostro Paese. Pertanto dato che la normativa pakistana reputa regolari le unioni celebrate su Skype anche l’Italia deve accettare come validi quello stipulati in questo modo tra i cittadini italiani e quelli del paese asiatico.

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