Strage dell’autobus. La folle corsa sull’autostrada, poi il volo di trenta metri dal viadotto e la tragedia: 40 morti. La terribile scena ripresa in un video


 

È sera lungo l’autostrada A/16, quando un pullman di ritorno da un pellegrinaggio a Pietrelcina in provincia di Benevento, sfonda il guardrail, precipitando dal viadotto Acqualonga proprio nel comune di Monteforte Irpino. Un volo di quasi trenta metri che ha causato la morte di quaranta turisti di Pozzuoli. Il fatto è successo il 28 luglio del 2012. Di quell’evento terribile oggi arriva la ricostruzione video fatta dalla Polizia Stradale. Sono passati 3 anni esatti da quel giorno e il filmato mette i brividi, raccontando una vicenda ancora viva nei ricordi.

Il video, realizzato al computer con l’ausilio di immagini vere, è stato proiettato durante le udienze preliminari del processo, nel Tribunale di Avellino.

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Gli esperti della Polizia Stradale hanno voluto riprodurre il tragico percorso del pullman, a partire dal momento in cui si rompe una parte della trasmissione che mette fuori uso i freni. Poi i tentativi dell’autista di rallentare la corsa del pullman sulla discesa sfruttando l’attrito contro le barriere laterali della carreggiata. Le immagini illustrano anche la fase finale della corsa, con le collisioni multiple contro le auto incolonnate a causa di un restringimento della carreggiata prima di precipitare dal viadotto, da un’altezza di circa 30 metri, dopo avere sradicato alcuni new jersey laterali fissati a terra. 

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Per la tragedia di Monteforte Irpino (Avellino) sono state rinviate a giudizio 15 persone. L’inizio del processo è stato fissato per il 28 settembre. L’udienza preliminare era iniziata lo scorso settembre e si è svolta nell’ex carcere borbonico di Avellino, soluzione necessaria con la sua sala congressi da circa 200 posti per ospitare le tante persone coinvolte nel procedimento tra indagati, avvocati e parti civili. Tre degli indagati, Gennaro Lametta, proprietario del bus,Vincenzo Saulino e Antonietta Ceriola, dipendenti della motorizzazione di Napoli, devono anche rispondere di falso in atto pubblico per aver falsificato i documenti della revisione dell’automezzo. 

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Rinviati a giudizio anche Giovanni Castellucci, e Riccardo Mollo, rispettivamente amministratore delegato e direttore generale dell’epoca della società Autostrade per l’Italia, e altri dieci tra funzionari e responsabili tecnici e della manutenzione del tratto autostradale in cui si verificò l’incidente. 

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