Omicidio Luca Sacchi, la mamma coraggio che ha denunciato il figlio: “Meglio in cella che con gli spacciatori”


Quando ha saputo che suo figlio Valerio era coinvolto nell’omicidio di Luca Sacchi, il ragazzo di 24 anni ucciso con un colpo di pistola alla testa la sera prima, non ci ha pensato due volte. Mamma Giovanna è uscita di casa e si è diretta al vicino commissariato di polizia San Basilio e spiegato i suoi dubbi ai poliziotti: “Temo che mio figlio abbia fatto una cazzata”, ha detto sorretta dal figlio maggiore, Andrea.

Poco prima aveva saputo dal figlio in fuga quello che era successo e lei, Giovanna Proietti, ha capito qual era la cosa giusta da fare e l’ha fatta. Poi sono scattate le indagini che hanno portato al fermo di Valerio Del Grosso e Paolo Pirino. Valerio, il “ragazzo perbene e solare”, come lo definiscono in tanti nel quartiere dove si conoscono tutti, è stato rintracciato in un residence a Tor Cervara dove si era nascosto e non ha opposto resistenza. (Continua dopo la foto)








“Meglio in galera che tra gli spacciatori”, ha detto questa mamma coraggio, come riporta Repubblica, casalinga con 4 figli e un nipotino avuto proprio da Valerio. Quella di Giovanna Proietti , “una donna bella, bellissima anche ora che ha cinquant’anni”, è “una famiglia normale”, dicono i vicini. “Valerio è sempre stato un bravo ragazzo, per un po’ ha frequentato mia figlia. Quando faceva stupidaggini da adolescente, come abbiamo fatto tutti, Giovanna gli stava sopra. Gli faceva agguatini, lo sgamava sempre”, ha raccontato la titolare del negozio Riann al quotidiano. (Continua dopo la foto)






“Una mamma a tempo pieno per i suoi 4 figli, l’ultima ha 14 anni, e so che stavano cercando di ottenere l’affido del bimbo di Valerio, che adesso vive in una situazione degradata con la madre”, raccontano ancora. Giovanna sognava di riorganizzare casa e di crescere anche l’ultimo arrivato in famiglia insieme ai suoi figli. Da febbraio il figlio Valerio aveva trovato lavoro accanto a casa, nel ristorante pasticceria all’angolo e i titolari lo adoravano. (Continua dopo la foto)



 


Valerio al lavoro era “puntuale, affidabile, gran bravo ragazzo – si legge ancora su Repubblica – Era diventato un po’ il ribelle di una famiglia fantastica, ma che facesse una cosa simile era impensabile”. È proprio al titolare che giovedì sera mamma Giovanna ha telefonato: “Le tremava la voce. Sai dov’è Valerio? Mi aveva chiesto di lasciare il lavoro alle 11: Non mi sento bene, aveva detto. Non mi ero preoccupato, ho pensato a piccoli eccessi, ma quando ho sentito la voce di Giovanna…”.

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