Dolore e rabbia ai funerali di Leonardo, il bimbo morto a scuola. E un urlo: “Delinquenti”


C’erano decine e decine di persone al funerale di Leonardo Acquaviva, il bimbo di 5 anni e mezzo morto dopo una tragica caduta nella tromba delle scale della scuola elementare Pirelli di via Goffredo da Bussero, a Milano. Leonardo avrebbe spento 6 candeline il prossimo dicembre. E invece si è spento martedì scorso dopo che venerdì è precipitato per oltre 10 metri dalla tromba delle scale della sua scuola.

È morto all’ospedale Niguarda e proprio a un reparto dell’ospedale i genitori hanno deciso di destinare le offerte che i partecipanti ai funerali volessero fare in memoria del loro bambino. L’ultimo saluto venerdì 25 ottobre alla chiesa di San Giovanni Battista, dove il piccolo feretro bianco è stato accolto con un commosso silenzio. All’ingresso della chiesa sono state posate varie corone di fiori, una da parte dei compagni e dei genitori della prima C, la sua classe: “Leonardo sarai sempre nei nostri cuori”. (Continua dopo la foto)









Sul sagrato è stata portata anche una composizione di margherite nerazzurre a formare una maglia da calcio con su scritto “Leo” e un pallone. Dolore, lacrime, rabbia ma soprattutto incredulità. Tutta la comunità che si è raccolta attorno al piccolo Leonardo Acquaviva e alla sua famiglia è per lo più sgomenta di fronte a questo dramma su cui indaga anche la procura di Milano. (Continua dopo la foto)






Prima dell’inizio della messa, officiata da don Giuseppe Buraglio, il commosso silenzio di familiari, amici, qualche bambino appena uscito di scuola e molti abitanti del quartiere è stato rotto solo da un anziano che ha urlato due volte “delinquenti!” prima di dare un bacio alla bara bianca coperta di rose, scrive il quotidiano Repubblica. (Continua dopo le foto)



 


Al termine della funzione, uno zio paterno di Leonardo ha letto un messaggio a nome del nipote: “Cari mamma e papà, non piangete. Sono stato un bambino felice e continuerò a esserlo, grazie per tutto l’amore che mi avete dato in ospedale, voi e i vostri amici. Non voglio che succeda più una cosa del genere a scuola, promettetemelo. Sarò con voi ogni giorno, sarò la vostra forza. Il vostro piccolo Leo”.

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