Filma la moglie mentre muore: il caso di Sara Aiello a ‘Chi l’ha visto?’


Ha filmato gli ultimi 8 minuti di vita della moglie, Sara Aiello, morta a 36 anni il 3 giugno 2015, e non ha mai chiamato i soccorsi. È una storia choc quella raccontata nella puntata di mercoledì 23 ottobre a ‘Chi l’ha visto?’. Sara Aiello è agonizzante sul letto, senza la forza di chiedere aiuto. Il marito ne riprende la sofferenza in un video senza chiamare aiuto e avvisare i soccorsi, ma ne riprende l’agonia in un lungo filmato di otto minuti. Solo dopo le misura la pressione e ne “certifica” la morte.

Alcuni frame del video, girato il 3 giugno 2015 prima della morte di Sara, sono andati in onda a ”Chi l’ha visto”. Nel filmato, che ovviamente ha tagliato le parti in cui si vede Sara, si può sentire l’audio. Il marito filma, chiede alla figlia di andare nella sua cameretta (”Non ti preoccupare, vai di là, mamma sta dormendo”, si sente nel video) poi le chiede di portare due cuscini, e infine di prendergli la macchinetta per misurare la pressione. Si sentono anche i rumori di piccoli schiaffetti sulla guancia nel tentativo di farla riprendere. Solo a quel punto, quando l’apparecchio non riesce a prendere la misurazione, capisce che Sara è morta. (Continua a leggere dopo la foto)








Ma cosa si nasconde dietro a quel filmato? Perché il marito ha filmato l’agonia di Sara e non ha mai chiamato i soccorsi? Sara Aiello è morta per cause naturali o è stata avvelenata? Sono queste le domande che si pongono i quattro fratelli della donna. La famiglia ha lanciato un appello ai pm di Torre Annunziata per cercare di capire cosa le è successo. “Riesumate il corpo per capire cosa è successo. Chiediamo alla Procura di riesumare il corpo e di capire cosa è successo. A noi non serve un colpevole”, spiegano i fratelli. Con il marito non andava bene racconta uno dei fratelli di Sara, “era possessivo”. Poi la domanda che tutti si pongono: “Perché non ha chiamato i soccorsi?”. (Continua a leggere dopo la foto)






L’uomo una spiegazione l’ha data. Era stato infatti proprio il marito a consegnare spontaneamente il video agli investigatori dopo la morte di Sara: ha sempre detto di avere continuato a riprendere perché non credeva che la crisi fosse fatale e che “era stato il medico a dirgli di filmare la crisi per poter fare una diagnosi certa”. Da qualche tempo Sara Aiello non stava bene, aveva accusato alcuni svenimenti, ma non si era arrivati a una diagnosi. Il video sarebbe dovuto servire proprio per dare elementi in più ai medici, i quali osservando le riprese di una delle crisi di Sara, avrebbero potuto finalmente fare una diagnosi precisa: è questa la posizione dell’uomo. (Continua a leggere dopo la foto)



 

Due anni dopo la morte della 35enne, uno dei fratelli ha scoperto di essere affetto dalla Sindrome di Brugada, una patologia cardiaca che può provocare la morte improvvisa anche in giovani adulti. Sara poteva essere affetta dalla stessa malattia genetica, ma sarebbe bastato l’intervento tempestivo del 118 per salvarla. “Sarebbe bastato un defibrillatore per salvare la vita di Sara”, ha detto il fratello intervistato a Chi l’ha visto?. Ma in questa storia c’è un particolare ancor più agghiacciante. Secondo i consulenti di parte, gli esperti incaricati dalla famiglia, una morte del genere potrebbe essere conseguenza di di un avvelenamento da cianuro di potassio, uno dei veleni più pericolosi.

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