È morto! Una vita di lotte finisce così, come lui non avrebbe voluto. Se ne va un simbolo per molti italiani che hanno condiviso la sua battaglia


 

Max Fanelli dopo una lunga battaglia non ce l’ha fatta. L’uomo di Senigallia, da anni malato di Sla (sclerosi laterale amiotrofica), si è spento dopo una lunga battaglia contro la malattia, ma soprattutto a favore dell’approvazione di una legge sull’eutanasia anche in Italia. La sua è stata una lotta sofferta, portata avanti con coraggio e per un lungo periodo in solitudine anche se con il passare degli anni ha avuto, con maggiore frequenza, l’appoggio dell’opinione pubblica nazionale e di tutte le forze politiche.

Fanelli si è fatto portavoce della lotta di quanti chiedono di finire di soffrire con dignità.

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L’uomo ormai era prigioniero del suo corpo: dal gennaio del 2015 tutti i suoi muscoli avevano perso sensibilità, anche i polmoni. Riusciva a muovere solo un occhio e grazie a questo a comunicare con il resto del mondo fissando le lettere su un monitor a contatto oculare che componeva frasi pronunciate da un sintetizzatore, oppure molto spesso pubblicava post ironici e graffianti sul suo profilo Facebook. Da diverso mesi, in segno di protesta contro la mancata calendarizzazione di una legge di iniziativa popolare sull’eutanasia, aveva deciso di interrompere tutte le cure mediche. E con una straziante lettera al Presidente della Camera Laura Boldrini, Fanelli aveva annunciato l’estremo gesto.

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“Per scrivere 3 righe con il pc a controllo oculare, ci ho impiegato anche due ore. Tutto questo per 20 giorni. Oltre ai disagi derivanti dalla patologia, sto gradatamente perdendo l’udito a causa di un accumulo di secrezioni all’interno dell’orecchio. Insieme a tante altre situazioni come la mia, incredibilmente, i diritti dei morenti sono costantemente trascurati dai capigruppo di Camera e Senato che ignorano completamente ogni appello a legiferare in tal senso, da ovunque esso provenga. A nulla sono valse la legge di iniziativa popolare sul fine vita depositata a settembre 2013 dall’Associazione Luca Coscioni, gli innumerevoli appelli di malati e familiari, i nostri due appelli ad occuparsi del problema, accompagnati dalle firme di 82 deputati e senatori, l’invito a legiferare della Presidente della Camera Laura Boldrini e dell’ex Presidente della Repubblica Sergio Napolitano. Nel nulla sono finiti i nostri appelli sia scritti che videoregistrati al Presidente Mattarella ed al Papa. E’ inaccettabile che vengano trattati in questo modo migliaia di malati terminali, costretti dall’assenza di una legge sul fine vita a subire dolori e sofferenze condivise sia dal malato che dalla famiglia. E’ incredibile che cadano nell’oblio cosi velocemente le nostre richieste, quelle del movimento #iostoconmax e quelle di migliaia di cittadini italiani o personaggi famosi e politici che si sono fatti fotografare con la nostra cartolina speciale, inviatami poi a casa e consegnata a luglio, tramite la Boldrini, nelle loro mani, scivolando nella totale indifferenza dei capigruppo di Camera e Senato. Noi parliamo di Dolore, di Malattia, di Morenti. Noi rivendichiamo il diritto alla Libertà ed alla Dignità, di tutti”. “Caro Stato, se non mi dai la libertà e la dignità tieni pure le medicine per la SLA”.

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