Mamma giovanissima trovata morta in casa: si sospetta del marito


Siamo a Nereto, in provincia di Teramo. È qui che una donna, anzi, una mamma di 32 anni, di nazionalità romena, è stata trovata morta in casa: il corpo esanime a viale Europa. Secondo le prime indiscrezioni, Mihaela Roua è stata accoltellata. Ad avvertire i soccorsi sarebbe stato il datore di lavoro preoccupato dal fatto che la donna oltre a non essersi presentata al lavoro non rispondeva a telefono. Inizialmente si pensava a un malessere. Ma quando i vigili del fuoco hanno aperto la porta si sono trovata davanti una scena agghiacciante. La romena era riversa a terra nel soggiorno in una pozza di sangue ed era stata pugnalata al collo e all’addome.

Sul luogo è intervenuto il pm di turno per coordinare le indagini, i carabinieri del posto e un’ambulanza del 118. La donna ha una figlia di 6 anni. Secondo quel poco che si è potuto apprendere sul posto, si sta cercando di rintracciare il marito che si sarebbe allontanato a bordo di una Mazda. Il motivo della lita che ha scaturito l’accoltellamento è un dato ancora da chiarire, così come il colpevole, ancora a piede libero. Poco meno di un mese fa una storia simile, quella di Gloria, morta per difendere i suoi figli: l’hanno uccisa ed è stata lasciata da sola, indifesa. Continua a leggere dopo la foto







A raccontare la vicenda della giovane mamma è Carlo Lasperanza il magistrato che ha ricostruito, con una requisitoria breve ma efficace, l’omicidio di Gloria, morta il 23 agosto 2017 su via dei Monti Lepini a causa delle lesioni provocate dalle botte ricevute mentre in auto tornava a casa a Frosinone. Nell’aula della Corte di Assise il rappresentante dell’accusa ha chiesto complessivamente sessanta anni di carcere per le tre persone che sono chiamate a rispondere della tragica morte della 23enne, le stesse che da tempo la costringevano a prostituirsi anche in presenza dei figli di 3 e 5 anni e che la sfruttavano. Continua a leggere dopo la foto





Per il pm vanno condannati a 24 anni di carcere ciascuno la zia della vittima, Loide Del Prete e il compagno di quest’ultima, l’egiziano Saad Mohamed Elesh Salem accusati di omicidio con le aggravanti di aver agito in presenza dei figli minori della vittima e con particolare crudeltà e di maltrattamenti sia su Gloria che sui due bambini. Continua a leggere dopo la foto

 


Per loro ha chiesto anche ulteriori tre anni di libertà vigilata e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Per quanto riguarda invece Hady Saad Mohamed, marito di Gloria e fratello dell’altro imputato, accusato soltanto di maltrattamenti in famiglia, il sostituto procuratore ha chiesto una condanna a dodici anni di reclusione.

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