“Dormite tranquilli, ci siamo noi”. L’ultimo video degli agenti uccisi a Trieste


“Dormite sonni tranquilli, c’è la Volante 2”. E’ il messaggio che Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, i due agenti uccisi venerdì in questura a Trieste, avevano registrato con un video in una delle tante notti in servizio. “Buonasera… Dopo tanto tempo i Figli delle Stelle sono tornati, siamo qui -dicono i due agenti nella breve clip-. Voi dormite sonni tranquilli, c’è la Volante 2. E’ tutto a posto, come sempre si inizia… i Figli delle Stelle…”.

“In quel ‘dormite sonni tranquilli’ c’è tutta la missione, la responsabilità, la dedizione al prossimo che erano alla base della scelta di Pierluigi e Matteo. Una finestra di qualche istante sull’orgoglio di indossare la divisa della Polizia di Stato per servire la gente, la storia di una grande amicizia. Proteggeteci anche da lassù, tra le stelle”, si legge sulla pagina Facebook della Polizia. (Continua a leggere dopo la foto)







Intanto emergono nuovi dettagli sul caso. Augusto Stephan Meran che venerdì scorso ha impugnato due pistole e ha ucciso Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, 31 e 34 anni, ha mostrato “lucidità” nella “manovra aggressiva” con cui prima ha ucciso i due agenti della questura di Trieste, ne ha ferito alla mano un terzo e poi, sempre sparando ad altezza d’uomo, “come si evince dai filmati tratti dalla sicurezza interna della questura” ha tentato l’omicidio “di almeno altri 8 agenti”, tra cui tre addetti alla vigilanza degli uffici di via Tor Bandena, quattro agenti in forza alla Squadra mobile che erano nell’auto fuori è sono intervenuti per bloccarlo e di un altro poliziotto intervenuto dopo gli spari. (Continua a leggere dopo la foto)




E’ quanto emerge nel decreto di fermo firmato dal pm Federica Riolino che, sostenendo la presenza di “gravi indizi” di colpevolezza, ha chiesto e ottenuto dal gip, la convalida della misura cautelare. Il 29enne si trovava in questura per il furto di uno scooter. Ha chiesto di andare in bagno e una volta uscito è riuscito a impossessarsi della pistola di Rotta e ad ucciderlo, poi ha ucciso anche Demenego e si è fatto largo nell’atrio della questura con le sue semiautomatiche tolte alle vittime – particolare dedotto dalle immagini delle telecamere – prima di essere ferito all’inguine e bloccato da uno degli agenti della Mobile che rientrava in via Tor Bandena. (Continua a leggere dopo la foto)


 

Il fratello dell’arrestato ha sempre fatto riferimento a un disturbo psichico, ma il 29enne non era in cura in nessun servizio di igiene mentale del capoluogo. Per la procura “orientano per una semplice scarsa lucidità solo i farmaci rinvenuti all’esito della perquisizione domiciliare”. Un elemento su cui, al momento, la difesa dell’indagato non si pronuncia, ma che avrà un ruolo centrale in sede processuale.

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