Carlo Verdone contro Matteo Salvini. L’attore non si trattiene


Carlo Verdone è stato nominato dall’Ordine dei Farmacisti del Lazio “Farmacista ad honorem”. L’attore e regista romano coltiva una passione per la medicina fin da quando era piccolo. Le sue conoscenze mediche sono ormai cosa nota, tanto da farlo diventare un punto di riferimento per colleghi e amici, che lo cercano per chiedergli ‘diagnosi’ e consigli sui medicinali da prendere.

Per questo motivo, l’Ordine dei Farmacisti del Lazio ha deciso di premiare la sua attività di divulgazione, nominandolo farmacista ad honorem(Continua a leggere dopo la foto)








Nel corso della cerimonia, Verdone ha colto la palla al balzo per smentire una diceria che da molti anni lo perseguita: “Io mi arrabbio quando dicono che sono ipocondriaco ma io non sono mai stato un ipocondriaco, però con il film ‘Maledetto il giorno che t’ho incontrato’ mi sono fatto questa fama e quindi me la devo tenere, ma non lo sono”. (Continua a leggere dopo la foto)




I giornalisti presenti all’evento, gli hanno chiesto quali farmaci consiglierebbe al Movimento 5 Stelle e al Partito Democratico per sedare le liti e quale, invece, darebbe a Matteo Salvini per accettare l’esito della crisi di governo e la nascita del Conte bis: “A Pd e M5S darei un farmaco che provoca una leggera sonnolenza e un leggerissimo benessere, li tiene un po’ calmini perché mi sembrano un po’ troppo euforici e possono prendere delle decisioni non troppo lucide. A Matteo Salvini consiglierei un ricostituente”.

“Io pretendo la ricetta del medico, non vi do il farmaco così eh”: ha ironizzato Carlo Verdone con addosso il suo camice bianco. Poi ha raccontato come è nata la sua passione per la medicina. Tutto ha avuto inizio quando era ragazzino. (Continua a leggere dopo la foto)


Sua madre e suo zio tenevano in casa tantissime medicine: “Tutto questo è nato a casa mia. Mia madre aveva un comò pieno di medicine. Anche mio zio che abitava con noi ne aveva tante, erano tutti analgesici perché era nato con il mal di testa ed è morto forse anche per colpa di certe medicine che prendeva per il mal di testa. Casa mia era praticamente una farmacia. Così è nata questa grande passione privata per la medicina. Il problema è che la sera mi chiamano in dieci, quindici per sapere che devono prendere. In genere ci prendo ma dico sempre: ‘Senti il tuo medico, non mi fare correre guai'”.

 

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