Lorenzo muore sul campo da calcio: 15 anni, era in vacanza con la famiglia


Un ragazzo di 15 anni di Milano, Lorenzo Verna, che in questo periodo è in vacanza a Francavilla al Mare (Chieti) con la famiglia, è morto nella tarda serata al policlinico di Chieti dove è stato ricoverato dopo essersi accasciato mentre stava giocando a calcetto in un impianto privato a Francavilla al Mare. Lorenzo Verna, secondo quanto hanno ricostruito i carabinieri, che hanno sentito alcuni testimoni, si è accasciato all’improvviso.

Scattato l’allarme i primi e più immediati soccorsi sono stati prestati da un medico e da una veterinaria che stavano cenando in una pizzeria che si trova vicino all’impianto sportivo. Le condizioni del ragazzo sono apparse subito molto gravi: i due sanitari, in attesa dell’arrivo dell’ambulanza del 118, gli hanno praticato il massaggio cardiaco. Sul posto sono quindi giunti i soccorsi che hanno praticato il massaggio cardiaco, il ragazzo è stato portato all’ospedale di Chieti dove i medici hanno fatto il possibile, ma non c’è stato nulla da fare. Continua dopo la foto







Una tragedia, quella di Lorenzo Verna, che non è la sola. Molte infatti sono le vittime mietute in questi anni duranti una partita di calcio amatoriale. Le ragioni, spesso, affondano in delle sintomatologie pregresse che non vengono riconosciute o di cui il paziente non è conoscenza. Malformazioni congenite che quando vengono alla luce non lasciano scampo, come nel caso di Lorenzo Verna. Continua dopo la foto






L’infarto del miocardio (o miocardico) si verifica quando un trombo (coagulo di sangue) interrompe improvvisamente il flusso di sangue all’interno di un’arteria coronaria (vaso sanguigno che porta il sangue ad una parte del muscolo cardiaco). L’interruzione del flusso sanguigno diretto al cuore, con il protrarsi dei minuti ed ore può danneggiare o distruggere (necrosi) una parte del muscolo cardiaco (miocardio). Continua dopo la foto



 


Tuttavia, se il flusso sanguigno viene ripristinato in tempi brevi, il danno al cuore può essere limitato o addirittura evitato. Un infarto del miocardio, anche chiamato attacco cardiaco, può essere fatale. Questo succede per lo più quando le persone confondono i loro sintomi con una malattia meno grave, come l’indigestione, e ritardano l’accesso in ospedale. Dunque, per ridurre la mortalità è fondamentale che il paziente o i familiari riconoscano prontamente i sintomi al fine di attivare i soccorsi e le relative strategie terapeutiche urgenti (farmacologica e soprattutto riperfusione meccanica con angioplastica).

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