“È solo influenza”. Ma Cristian peggiora di ora in ora: muore a 22 anni


Aveva trascorso una vacanza in Grecia con la fidanzata e gli amici, a pochi giorni dal rientro in Italia Cristian Grassia, 22 anni, originario di Santa Maria Capua Vetere, è morto stroncato da un’influenza. Il ragazzo ha cominciato ad accusare sintomi influenzali molto forti, a tal punto che si è rivolto alla guardia medica di Baia Felice, località di Cellole, dove la famiglia ha una residenza estiva.

I medici, dopo averlo visitato, lo hanno rimandato a casa con una diagnosi di influenza. Lo stato di malessere di Cristian, però, è progressivamente peggiorato, tanto da rendere necessario l’intervento di un’ambulanza del 118, che ha trasportato il 22enne al Pronto Soccorso dell’ospedale Pineta Grande di Castel Volturno. Nel nosocomio del Casertano, Cristian Grassia è pero giunto in condizioni di salute critiche ed è purtroppo deceduto nella giornata di ieri, martedì 6 agosto. Per chiarire le esatte cause della morte del 22enne, che non sono ancora ben chiare, sul suo corpo è stata disposta l’autopsia. Continua dopo la foto







La comunità di Santa Maria Capua Vetere è sconvolta dalla prematura dipartita del ragazzo, come testimoniano i tantissimi messaggi di cordoglio sui social network. Tutti descrivono Cristian come il classico bravo ragazzo, sempre solare e sorridente: il 22enne frequentava la Facoltà di Giurisprudenza della Luiss a Roma, nonché il tennis club di Santa Maria Capua Vetere, che sui social network ha voluto ricordarlo. Lo scorso febbraio c’era stato un caso simile a quello di Cristian Grassia. Continua dopo la foto






Un ragazzo di 23 anni era morto dopo aver sottovalutato i sintomi di quella che pensava essere un’influenza. Il giovane non si era rivolto ai medici per «non sprecare il loro tempo». Reece Milner, che frequentava regolarmente la palestra e non aveva precedenti di problemi di salute, era stato trovato in stato confusionale nella sua auto a Craigavon . Continua dopo la foto



 


L’uomo gli aveva prestato assistenza fino all’arrivo dei paramedici che lo hanno trasportato al reparto di terapia intensiva al Craigavon Area Hospital. Gli accertamenti avevano stabilito la morte cerebrale quel giorno stesso, mentre Reece era morto due giorni dopo circondato dalla sua famiglia e dalla sua ragazza. Un esame post mortem aveva rilevato che Reece, che era un operatore della sala di controllo di un’azienda di sicurezza, era morto a causa dell’infiammazione miocardica dei muscoli cardiaci causata da una rara infezione.

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