“Ha abboccato”. E dall’acqua esce un ‘mostro’ da un quintale


Per chi abbia seguito con interesse le avventure di Sampei la notizia non sarà un granché. Epperò il pesce siluro uscito dalle acque del fiume Brenta non è proprio roba da tutti i giorni. Non sarà un Marlin Blu né la leggendaria carpa d’oro, ma per l’Italia dei rigagnoli e dei torrenti è un quasi un record. A prendere all’amo il pesce siluro è stato Michele Trevisi, residente a Tombelle di Vigonovo. Un pesce siluro di notevoli dimensioni: un grosso esemplare pesante circa un quintale.
Tanto pesante che per riuscire a portarlo a riva ha dovuto essere aiutato da un compagno di pescata.

Il pesce siluro è stato poi regalato ad alcuni amici che l’hanno cucinato e mangiato in compagnia. La tecnica di cattura usata è principalmente rappresentata dalla classica canna da pesca. È uno sport in forte crescita e sono sempre di più gli appassionati che mirano alla cattura del nuovo mostro delle acque dolci, in grado di superare 2 metri e mezzo di lunghezza e 140 chilogrammi di peso. Continua dopo la foto







In Italia il pesce siluro fa parlare di sé da più di vent’anni, quando nelle nostre acque interne la presenza di questa specie estranea inizia a diventare preponderante. Introdotto dall’Europa orientale a partire dagli anni Cinquanta, si è inserito perfettamente in ambienti già ecologicamente compromessi, diffondendosi in gran parte dei fiumi e dei laghi della zona occidentale del continente, anche per il perpetrarsi delle immissioni da parte dell’uomo. Continua dopo la foto






Tra le soluzioni per contenerlo, l’uso alimentare viene preso in considerazione e fa discutere, analogamente a quanto accade per la nutria, un’altra specie invasiva che prospera nonostante i piani di eradicazione. Nei gironi scorsi un pesce siluro da oltre un metro è stato catturato nel fiume Calore dall’irpino Diego Gaita di Montefredane. Il 43enne, appassionato di pesca da anni, ha vinto il suo duello con questo grosso pesce. Continua dopo la foto



 


“Quando l’ho preso ho provato stupore,ma anche rabbia perché non avendo predatori naturali e cibandosi esclusivamente di pesci credo che tra qualche anno nel Calore non ci saranno più pesci ma solo siluri, è una delle catture più grandi, per fare sì che i nostri fiumi possano continuare a vivere ci vogliono controlli all’aziende che molto spesso sversano nei corsi di acqua, inquinando. Ma serve anche altro come liberalizzare la caccia al Cormorano un uccello asiatico che ormai si è ambientato nel nostro territorio e anche lui si ciba esclusivamente di pesci”.

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