Autista di bus vede famiglia africana, accelera e non si ferma. Mamma e bimbo lasciati per ore sotto il sole


Come si riconosce il razzismo? Da piccoli, quotidiani, gesti di odio e menefreghismo. Come quello che si è verificato a Ostuni, in provincia di Brindisi. Un episodio semplice e piccolo, che non finirà mai in prima pagina e di cui, forse, parleranno in pochi. Un episodio che è in grado di scavare, però, ferite assurde. Siamo in una rovente giornata estiva, il sole batte senza concedere tregua. Alla fermata del trasporto pubblico c’è una famigliola africana.

Stanno aspettando che passi il pullman ma quando, finalmente, eccolo arrivare, questo tira dritto. L’autista, infatti, avendo riconosciuto delle persone di colore, ha schiacciato ancora più forte sull’acceleratore, non fermandosi e tirando dritto. Il tutto vicino, ironia della sorte, ad un ex seminario, un luogo in cui si predica l’amore, la solidarietà, la fraternità. Valori simbolo del cattolicesimo, valori simbolo di qualsiasi società civile. Evidentemente non la nostra. Continua a leggere dopo la foto.








Erano le 12.30, le temperature altissime. Insieme alla coppia c’era anche un figlioletto, un bambino molto piccolo, rimasto in braccio ai suoi genitori, sul marciapiede della Strada Statale 16. La loro destinazione era Carovigno e avevano comprato, regolarmente, il biglietto per quella tratta. Alcuni testimoni hanno anche riferito che l’autista, prima di arrivare alla fermata, abbia rallentato per poi accelerare dopo aver visto chi era che stava aspettando. “Un fatto incredibile, ingiusto e ricco di odio. Ecco che paese stiamo diventando” si legge sui social tra i commenti alla notizia. Continua a leggere dopo la foto.






Il razzismo si manifesta anche così e dovrebbe scattare subito il campanello d’allarme. “La parola razzismo rischia di essere una semplificazione che non aiuta a capire – spiegava tempo fa Don Luigi Ciotti – Certo, sembra difficile non pronunciarla in casi come quello del campo nomadi di Ponticelli, e della violenza con cui è stato raso al suolo, difficile non percepire un aumento inquietante del fenomeno rispetto al passato. Ma dietro alla parola razzismo dobbiamo riconoscere le paure e l’aggressività di una società individualista e povera di giustizia sociale, dove l’altro è sempre più concorrente, nemico, minaccia”. Continua a leggere dopo la foto.



Dai testimoni è stata anche inoltrata una segnalazione alla ditta che gestisce il trasporto pubblico locale, in maniera da sanzionare e punire l’autista razzista. Chissà come andrà finire. L’unica cosa certa è che fenomeni ed episodi simili sono in costante aumento. E basta leggere i commenti: “Ha fatto bene, tanto sono africani”.

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