Addio, Luciano De Crescenzo. L’artista napoletano aveva 91 anni. Lo scrittore si è spento tra l’affetto dei sui cari


Luciano De Crescenzo è morto. Un artista infinito si è spento per sempre. È scomparso poco fa a Roma a 91 anni, dov’era ricoverato da alcuni giorni. Artista poliedrico, napoletano doc: scrittore, regista, attore e autore che arrivò al grande pubblico dapprima come ironico divulgatore della filosofia, autore di bestseller di saggistica tradotti in decine di lingue e poi come regista, attore e conduttore televisivo. De Crescenzo era nato il 20 agosto 1928 nel borgo di Santa Lucia (abitò al civico 40 di via Generale Orsini, nello stesso stabile in cui era nato il suo storico amico Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer), viveva ormai da tempo a Roma ed è stato assistito fino all’ultimo dalla figlia Paola, dal genero, dai nipoti e dal suo storico agente Enzo D’Elia.

È difficile parlare di Luciano De Crescenzo senza fare ricorso all’aneddotica fornita abbondantemente anche da lui stesso. Egli è stato soprattutto un umorista e ha saputo cogliere sempre il lato buffo e positivo della vita. Forse una delle sue doti più belle è stata quella di essere rimasto sempre fedele a se stesso. (Continua dopo la foto)




morto luciano de crescenzo





Quando nel 1998 il suo amico Roberto Benigni vinse il premio Oscar quale migliore attore, e il suo film “La vita è bella” quello di miglior film straniero, battendo gente del calibro di Tom Hanks (“Salvate il soldato Ryan”) e Nick Nolte, si preoccupò di scrivergli una lettera invitandolo a non montarsi la testa. Suo padre aveva un negozio di guanti a Napoli in via dei Mille. In uno dei suoi libri riferisce di un colloquio immaginario in paradiso: il padre chiede subito notizie sull’andamento del mercato dei guanti. Naturalmente non riesce a credere che adesso i guanti non li porta più nessuno. De Crescenzo ha frequentato l’Università di Napoli, dove si è laureato in Ingegneria col massimo dei voti. Racconta di avere ascoltato come prima lezione Renato Caccioppoli, il grande matematico napoletano, di cui s’innamorò a prima vista (intellettualmente). (Continua dopo la foto)








Per stare un po’ con lui, lo andava a prendere a casa a piedi quasi tutti i giorni e lo riaccompagnava alla fine delle lezioni. Il suicidio di Caccioppoli (Napoli, 8 maggio 1959) fu uno dei grandi dolori della sua giovinezza. Dopo la laurea, la IBM Italia lo assunse in qualità di rappresentante commerciale (la madre fu per anni dispiaciutissima che il figlio non fosse riuscito a entrare al Banco di Napoli). Vi rimase per diciotto anni raggiungendo la qualifica di direttore. Egli era il classico soggetto capace di vendere frigoriferi ai Poli. Usava una tecnica tutta personale. Sembrava che vendere fosse l’ultimo dei suoi problemi. Alcuni compravano soprattutto per avere ancora a che fare con lui. Luciano è sempre stato un uomo dal grande fascino, sia con gli uomini che con le donne. (Continua dopo la foto)

 


Se entrava in una stanza è difficile non accorgersi della sua presenza, e non solo da quando è diventato un uomo famoso. Malgrado abbia pubblicato più di 25 libri con una delle più prestigiose case editrici, con un incredibile successo editoriale, i critici non sembrano accorgersi di lui. Come tutti sanno, è stato un eccezionale divulgatore, capace di fare capire l’incomprensibile. E’ riuscito a fare conoscere il pensiero dei più grandi filosofi greci (come Eraclito, nel libro “Panta Rei”) a gente che sarebbe passata alla larga da qualsiasi scaffale che esponesse libri di filosofia. Ma non solo, è stato anche attore, regista e sceneggiatore, ma forse con minore successo rispetto all’attività di scrittore.

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