“Cosa ha fatto dopo l’omicidio”. Loris Stival, la rivelazione su Veronica Panarello


Il delitto di Santa Croce Camerina è un infanticidio commesso il 29 novembre 2014 nel comune di Santa Croce Camerina, nel ragusano, quando venne ucciso un bambino di 8 anni, Loris Andrea Stival, nato a Santa Croce Camerina il 18 giugno 2006. L’unica imputata del reato di omicidio e occultamento di cadavere fu la madre del bambino, Veronica Panarello, che molte volte si è dichiarata innocente, usando i mass media per difendersi. Il caso è stato varie volte assimilato a un altro delitto, quello di Cogne, avvenuto nel 2002.

Il 5 luglio 2018 la madre è stata condannata a 30 anni di reclusione dalla Corte d’Assise d’Appello di Catania, confermando la sentenza emessa in primo grado. Urban Post ha intervistato Francesco Biazzo, l’avvocato di Andrea Stival, l’allora suocero di Veronica Panarello, che la donna accusa dell’omicidio del figlio. ”Stival – ha raccontato il legale – era l’unica persona contro cui la Panarello poteva rivolgere la sua accusa. Avevano un normale rapporto parentale tra suocero e nuora … lei, attenzione, fa tutta una serie di dichiarazioni cercando di scagionarsi. A un certo punto l’unico soggetto che lei indica come omicida è Stival: lo fa nell’estremo e ultimo tentativo di scagionarsi perché non ha altre alternative”. (Continua a leggere dopo la foto)







”Lei dice tutta una serie di cose per depistare le indagini, – spiega ancora l’avvocato di Andrea Stival – poi a un certo punto gliele sconfessano e lei ricomincia a cambiare … Infine l’ultima versione che potesse essere in qualche modo plausibile – e che secondo lei poteva dare un movente ‘alla Beautiful’ – è quella del suocero. Altro elemento che è stato sconfessato sotto tutti i punti di vista, ma che lei ha usato perché suo estremo e unico tentativo di salvarsi. Le telecamere sono state fondamentali in questa vicenda. Comunque la totale esclusione del coinvolgimento di Andrea Stival è un dato oggettivo fornito dalle stesse telecamere: non lo si vede né entrare né uscire da quella casa né il giorno dell’omicidio né quello prima … “. (Continua a leggere dopo la foto)






Il racconto del legale del nonno di Loris prosegue: “Nei delitti tra familiari in cui, come in questo caso, la vittima è un bambino così piccolo, andare a trovare un movente logico è tecnicamente impossibile. Quando una madre uccide un figlio piccolo, inerme, non possiamo – tecnicamente – trovare un movente logico e né si può dire, così, ‘era pazza’. Il fatto che manchi un movente logico non significa che la Panarello era incapace di intendere e di volere”.

L’avvocato ripercorre il piano inscenato da Veronica Panarello poco dopo l’omicidio di Loris. “Abbiamo una persona che all’inizio – spoglia Loris dopo il delitto etc – già incomincia a depistare, butta lo zainetto che non si trova più, va al corso di cucina e senza che la direttrice le dicesse nulla va a dire ‘scusi il ritardo ma ho dovuto accompagnare Lorys a scuola’. Perché non dice ‘mio figlio’ oppure cita il nome del secondogenito? Si prefigura l’alibi e depista da subito”. (Continua a leggere dopo la foto)




 

Oggi cosa fa Andrea Stival? ”Andrea Stival a livello sociale è ‘morto’. Veronica Panarello si è macchiata di due assassinii: uno, quello principale, è di Lorys, l’altro è quello di Stival Andrea. A livello sociale lo ha ucciso. Molti continueranno ad additarlo in ogni caso come quello che è coinvolto nella vicenda, anche se è stato dimostrato che non è così”.

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