Andrea Camilleri, il dolore nelle parole di Fiorello: “Voglio ricordarti così”


Andrea Camilleri è morto e sono tanti quelli che in queste ore gli rendono omaggio. Tra i primi, un siciliano, Rosario Fiorello che ha affidato il suo ricordo a Twitter: “Buon viaggio Maestro… La voglio ricordare così, con il sorriso”, pubblicando le immagini di una gag risalente a oltre dieci anni fa insieme a Marco Baldini. Fiorello, che ad Andrea Camilleri era molto legato, già nei mesi scorsi aveva ricordato le grandi caratteristiche umane dello scrittore: figlio orgoglioso di una terra ricordata troppo spesso per eventi tragici e non per le sue bellezze. A Fiorello si è unito poi Luca Zingaretti, volto e voce del Commissario Salvo Montalbano.

“E alla fine mi hai spiazzato ancora una volta e ci hai lasciato – scrive – Nonostante le notizie sempre più tragiche, ho sperato fino all’ultimo che aprissi gli occhi e ci apostrofassi con una delle tue frasi, tutte da ascoltare, tutte da conservare. E invece è arrivato il momento di ricordare. Di cercare le parole per spiegare chi sarà per sempre per me Andrea Camilleri. Un Maestro prima di tutto, un uomo fedele al suo pensiero sempre leale, sempre dalla parte della verità che ha raccontato tutti noi e il nostro paese”. Continua dopo la foto








“Lo ricordo bene come era, già allora con un’eterna sigaretta in bocca” dice ancora all’Adnkronos, Fioranna Casamenti Lalli, anima della Lalli Editore insieme al marito Antonio Lalli. La loro casa editrice pubblicò nel 1978 il primo romanzo di Camilleri, ‘Il corso delle cosè, diventato uno sceneggiato tv (‘La mano sugli occhì) trasmesso l’anno dopo dalla Rai. Il romanzo non ebbe nessuna risonanza e venne ripubblicato da Sellerio vent’anni dopo, nel 1998, proprio mentre esplodeva il ‘fenomeno’ Montalbano. Continua dopo la foto






“Camilleri ci venne presentato da una nostra collaboratrice di Roma, Angela Sacripante, che oggi non c’è più, una ragazza molto brava. Noi prendemmo contatti con l’autore e l’impressione fu buona, anzi ottima. Mio marito, che era ed è ancora una persona calorosa, si entusiasmò per Camilleri, con lui si instaurò un ottimo rapporto; ci incontrammo più volte nella sua casa alle pendici del monte Amiata, dove anche noi avevamo una casetta – racconta Casamenti Lalli – era un accanito fumatore, sempre con la sigaretta fra le labbra, come del resto mio marito”. Continua dopo la foto




E poi conclude: “Pubblicavamo sia libri a pagamento sia opere a nostre spese e il romanzo di Andrea Camilleri rientrò nella seconda categoria. Il romanzo non ebbe bisogno di nessun editing particolare, Camilleri scriveva molto bene e fece tutto da solo tranne, forse, una semplice correzione delle bozze per eventuali errori di battitura”.

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