Caso Ruby, morte Imane Fadil: la causa del decesso


Non ci sarebbe stato alcun misterioso avvelenamento dietro la morte di Imane Fadil. La testimone dei processi Ruby, che si è spenta dopo una lunga agonia il primo marzo scorso all’Humanitas di Rozzano, sarebbe morta a causa di una malattia fulminante. Gli accertamenti potrebbero aver escluso l’ipotesi dell’avvelenamento doloso e si propenderebbe per una morte per cause naturali, il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, che segue l’inchiesta coi pm Gaglio e Pavan, ha spiegato che, al momento, la consulenza “non è stata depositata” dagli esperti alla Procura.

Da quello che è emerso, il midollo spinale di Imane era irreversibilmente compromesso. E gli accertamenti condotti dal pool di periti nominati dalla procura e guidato da Cristina Cattaneo, a oltre cento giorni dai primi esiti controversi, avrebbero definitivamente escluso l’ipotesi avvelenamento. Il lavoro degli esperti iniziato lo scorso 16 marzo è stato un lungo percorso di esclusione. Scartata l’ipotesi di una morte legata a sostanze radioattive, gli esami su ossa, tessuti e sangue si sono focalizzati sulla presenza di metalli, in particolare di ferro, molibdeno, antimonio e cromo. Una concentrazione superiore alla norma, ma non ritenuta mortale e dunque non sufficiente, secondo i consulenti, a ipotizzarla come causa del decesso.  (Continua a leggere dopo la foto)



Il procuratore aggiunto, dunque, ha precisato che una risposta “ufficiale” sulle cause del decesso di Fadil si potrà avere con il deposito degli esiti finali dell’autopsia, dopo i complessi accertamenti di questi mesi. Anche se, già nei giorni scorsi, sono circolate indiscrezioni sugli esiti della consulenza. In Procura, già due giorni fa, a seguito delle indiscrezioni, avevano precisato che la relazione (gli esami autoptici sono iniziati il 26 marzo) non era stata ancora depositata ai magistrati, nell’inchiesta aperta per omicidio volontario, e che il pool di medici legali, guidato da Cristina Cattaneo, negli ultimi giorni era ancora al lavoro per chiarire “punti controversi”. (Continua a leggere dopo la foto)


Il lavoro degli esperti di Medicina legale di Milano guidati dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo, iniziato lo scorso 16 marzo, è stato fino ad oggi un lungo percorso di esclusione.  Non è stata sottovalutata, ma neanche questa strada sembra aver dato risultati certi, l’ipotesi di una malattia rara o autoimmune come l’aplasia midollare, per cui il midollo della 34enne ex modella non darebbe stato più in grado di produrre cellule sanguigne e piastrine. (Continua a leggere dopo la foto)


 

”Alla famiglia interessa sapere come è morta – commenta all’Adnkronos Mirko Mazzali, l’avvocato dei familiari di Imane -. E allora se non c’e avvelenamento lo dicano ufficialmente, dicano come è morta, così almeno si potranno fare i funerali”.”Se non ci sono elementi a supporto di una ipotesi di morte non naturale – spiega Mazzali – sicuramente hanno escluso l’avvelenamento, perché è evidente che non c’e’ stato accoltellamento, certo però che la famiglia vuole vedere degli atti ufficiali. Speriamo non si debba attender ancora a lungo”.

“Ma che fai?”. Quella foto di Maurizio Costanzo senza veli, in piscina con Maria De Filippi.