Antonio Logli in lacrime, le prime parole dopo la condanna a 20 anni


Antonio Logli condannato a 20 anni. La Suprema Corte questa sera ha considerato inammissibile il ricorso della difesa dell’imputato e ha reso definitivo il verdetto emesso il 14 maggio 2018 dalla Corte d’Assise d’Appello di Firenze. Una decisione che ha gettato nello sconforto più nero Antonio Logli. “Sono disperato”. avrebbe detto in lacrime Antonio Logli, riferisce il suo legale, Roberto Cavani. Che poi ha aggiunto: “Antonio è comunque una persona forte, dobbiamo stargli vicino”. Distrutta dal dolore la compagna di Antonio Loglio, Sara Calzolaio che dalla finestra della camera del b&b dove ha trascorso la giornata con Antonio e sua figlia Alessia ha urlato: “Non è giusto, non è giusto”. Antonio Logli poco dopo la sentenza è entrato nel carcere di Livorno.

Nelle motivazioni della sentenza di condanna di primo grado, emessa il 21 dicembre del 2016, il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Pisa, Elsa Iadaresta, ha scritto che “Antonio Logli è un bugiardo e ha reiteratamente e pervicacemente tentato di mistificare la realtà”. Continua dopo la foto



E continua: “fornendo in più occasioni una versione degli accadimenti non corrispondente al vero e spesso smentita dagli esiti investigativi”, “mentendo anche sulla profonda crisi che attraversava da tempo il suo matrimonio”. Secondo il giudice di primo grado, Antonio Logli mentì anche sulla “relazione extraconiugale con Sara Calzolaio, iniziata nel 2004 e che ha riferito solo il 16 gennaio 2012, allorché la donna lo mise alle strette”. Continua dopo la foto


E “ha mentito anche dopo avere rivelato la relazione, riferendo di avere effettuato una sola telefonata alla Calzolaio, quando in realtà ve ne sono state tre consecutive, l’ultima delle quali alle 00.18 di appena 28 secondi” nella notte in cui la moglie svanì nel nulla. La difesa di Antonio Logli, invece, ha sempre chiesto l’assoluzione perché l’imputato non ha commesso il fatto, e ha presentato anche una memoria del figlio Daniele, a sostegno dell’innocenza del padre. Continua dopo la foto


 


Sarebbero stati soprattutto i motivi economici a spingere AntonioLogli a uccidere la moglie Roberta. Ne sono convinti i giudici della Corte d’assise d’appello di Firenze, che nel maggio 2018 hanno confermato per l’uomo la condanna a 20 anni di reclusione per omicidio e distruzione di cadavere. Come si legge nelle motivazioni della sentenza di secondo grado, infatti, secondo i giudici Roberta Ragusa “aveva preso in considerazione l’ipotesi della separazione” visto l’”irreversibile stato di crisi matrimoniale” causato dalla “protratta relazione del marito”, ma Logli aveva paura di questa ipotesi, poiché “ne temeva i contraccolpi economici nonostante fosse pressato anche dall’amante”.

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