Vongole sequestrate, pescate tra melma e escrementi: “Possono uccidere chi le mangia”


Allarme vongole a Sarno: sono potenzialmente cancerogene. Lo dicono le analisi effettuate sia dall’Arpac che dall’Istituto Zooprofilattico di Portici, rispettivamente sui campioni di acqua e sabbia melmosa e sui frutti di mare, prelevati due settimane fa alla foce del Sarno. Lì dove il personale della capitaneria di porto di Castellammare, agli ordini del capitano di fregata Ivan Savarese e del luogotenente Marcello Manfredi, ha scoperto il business collaterale dei datterari, che immettono sul mercato ittico prodotti pericolosissimi per la salute, mentre in penisola sorrentina e sul litorale pontino devastano le coste alla ricerca dei datteri di mare.

I risultati ufficiali delle analisi saranno noti solo nei prossimi giorni, ma le prime anticipazioni sono agghiaccianti. A partire dal contenuto della melma pescata sui fondali. I laboratori dell’Arpa Campania hanno trovato un mix di metalli pesanti con qualche traccia di sabbia e sedimenti. Si passa all’acqua, quella che le vongole filtrano per assorbire il cibo: piena zeppa di batteri e virus tra cui salmonella ed epatite. Continua dopo la foto



Purtroppo, come ipotizzato dal comandante Savarese e riporta il Messaggero in un lungo articolo a fimra di Dario Sautto, si tratta di un vero e proprio «attentato alla salute» degli ignari consumatori, visto che alcune pescherie avevano in vendita quei prodotti, mischiati alle vongole regolari. Un grosso quantitativo, quasi cinque quintali, è stato sequestrato addirittura nel centro di stabulazione di Castellammare, in un vano tentativo di depurare dai veleni quei mitili. Continua dopo la foto


Purtroppo, però, tutto ciò che è contenuto nelle acque e nella melma in cui crescono, si ritrova nella polpa delle vongole. Se il limite massimo di batteri escherichia coli tollerato per la messa in commercio di frutti di mare è di 230 unità, la contaminazione di quelle pescate a foce Sarno lo supererebbe nell’ordine dei milioni. Una prima stima ufficiosa parla addirittura di 240 milioni di batteri fecali, una pericolosa bomba per l’organismo contenuta in ogni singolo mollusco. Continua dopo le foto


 


In questi casi dopo la cottura si può subire «solo» una forte intossicazione alimentare. Ma il dato dei metalli pesanti porta l’asticella dei veleni sul livello cancerogeno. Sì, perché le sostanze nocive ritrovate e non ancora del tutto censite sono talmente tante e in concentrazioni così alte da poter essere causa di tumori all’apparato digerente.

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