Tragedia Erasmus, abbiamo atteso il suo risveglio con ansia, ora dopo 50 giorni di ospedale, la bella sorpresa! Ma non è finita qui! E adesso?


 

Laura Ferrari è la studentessa ventitreenne di Giurisprudenza rimasta coinvolta e ferita nell’incidente automobilistico del 20 marzo scorso, nei pressi di Tarragona, in Spagna dove sono morte 13 studentesse, di cui sette italiane. Abbiamo  atteso e poi gioito per il suo risveglio e dopo quasi cinquanta giorni all’Hospital de la Santa Creu i Sant Pau, a Barcellona, Laura è tornata in Italia, da qualche ora: “Ma non è finita. La strada è ancora lunga e dura”. A diffondere la notizia la Gazzetta di Modena.
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Le condizioni della giovane studentessa sono “complessivamente buone”, per il momento resterà presso il Policlinico di Modena dove è  rimarrà alcuni giorni per predisporre il piano terapeutico. Le condizioni di salute della giovane, spiega Giorgio De Santis, direttore della struttura complessa di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva del Policlinico emiliano, “sono complessivamente buone, gli interventi eseguiti in urgenza all’Ospedale di Tarragona prima e a Barcellona poi, hanno dato buoni risultati”.

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Laura racconta come si sente: “Sono stata molto male, certo, ma ormai mi sento fuori”. Intorno a lei parenti e amici per darle sostegno e affetto. La notizia doveva rimanere segreta, ma la voce si è sparsa in fretta e quando è atterrata all’aeroporto Marconi di Bologna, intorno alle 11 di ieri mattina, ha trovato anche le telecamere.

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Certo, non tutto è finito. “Al momento non so dire per quanto ancora dovrò rimanere in ospedale”, spiega quando gli amici glielo chiedono. Di certo c’è che il calvario è ancora lungo, anche se si può dire, incrociando le dita, che il peggio sia alle spalle. “Dovrò fare ancora molti esami”. Poi, sarà costretta a sottoporsi frequentemente a una serie di controlli e a prestare un’attenzione particolare ai batteri. Nonostante questo, è fiduciosa. “Sono stata molto male, è vero, ma ora mi ‘sento fuori'”.

 

“Laura si è svegliata!”. Tragedia Erasmus, dopo 10 giorni tra come e disperazione, la bella notizia: ha riaperto gli occhi. E quel primo dolcissimo gesto verso la mamma ha commosso tutti