Finalmente a casa! Noemi dimessa dall’ospedale Santobono di Napoli. La bimba ferita nell’agguato del 3 maggio torna tra l’affetto dei suoi cari


Finalmente una bellissima notizia: Noemi, la bimba di 4 anni ferita in una sparatoria avvenuta lo scorso 3 maggio in piazza Nazionale a Napoli, è stata dimessa dall’ospedale pediatrico Santobono. La bimba, secondo quanto si apprende, ha lasciato l’ospedale in mattinata e si trova già a casa con i genitori. “Bisogna ancora una volta dire grazie ai medici e al personale sanitario che sono stati straordinari, confermando quanto sia un’eccellenza l’ospedale Santobono.

A Noemi – scrive su Facebook il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca – abbiamo donato la bambola della sirena Partenope, mascotte della ‘Napoli 2019 Summer Universiade’. E’ stata felicissima, un inno alla vita. Continueremo ad essere vicini a Noemi, che finalmente è tornata a casa, e alla sua famiglia”. Noemi era giunta in ospedale in condizioni disperate. Una ferita “da guerra” aveva detto Giovanni Gaglione, il chirurgo pediatrico del Santobono che l’aveva operata. (Continua dopo la foto)



La pallottola è entrata dalla spalla destra, ha distrutto la scapola destra e una vertebra e ha attraversato i polmoni. A seguire il suo recupero ci penseranno gli specialisti per l’assistenza domiciliare messi a disposizione dall’Asl Napoli 1. “La prenderemo in carico per le cure e la riabilitazione di cui avrà bisogno. (Continua dopo la foto)


Faremo scattare il protocollo e seguiremo il piano terapeutico di riabilitazione che i medici del Santobono ci forniranno”, ha spiegato nei giorni scorsi il commissario straordinario dell’Asl Na 1 Ciro Verdoliva. Armando e Antonio Del Re sono accusati del tentato omicidio di Salvatore Nurcaro a piazza Nazionale e del ferimento della piccola Noemi e della nonna Immacolata. Indizi sui quali si è basato il giudizio dei Gip del tribunale di Siena e di Nola che hanno convalidato gli arresti ai danni di entrambi i fratelli. (Continua dopo la foto)


 


I due devono rispondere delle accuse di tentato omicidio, ricettazione di un motorino rubato e porto d’arma da fuoco, tutte aggravate dall’aver agito in un contesto mafioso. Per fortuna tuttavia, le condizioni della ragazzina, che in un primo momento sembrano critiche e dal finale drammatico, sono migliorate pian piano e ora è finalmente a casa sua, tra l’affetto dei suoi cari.

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