“Mi ha telefonato pure quello stronzo di Renzi”. Le intercettazioni choc di Pino Maniaci. Guai per uno dei simboli dell’antimafia. Di cosa è accusato il direttore di TeleJato


 

“Sono una potenza, uno capace di mandare a casa chi non fa quello che dico”. Si definiva così Pino Maniaci, direttore di TeleJato divenuto simbolo del giornalismo antimafia e ora invece indagato per estorsione. A pubblicare le intercettazioni a suo carico è la testata La Repubblica, un video che ha fatto subito discutere.

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Da quello che è emerso, Maniaci era solito irridere la solidarietà ricevuta per presunte intimidazioni mafiose, anche quella del premier Renzi che gli aveva telefonato per manifestargli vicinanza: “La mafia mi ha minacciato per le inchieste del mio tg” aveva detto. E invece le ritorsioni subite (compreso l’incendio della sua auto) erano la vendetta del marito della sua amante.

Lui lo sapeva bene, ma era riuscito a farsi passare come vittima della criminalità organizzata. “Pensa che mi ha telefonato quello stronzo di Renzi” aveva detto in uno stralcio. Ora, la procura di Palermo ha chiesto e ottenuto dal gip la misura del divieto di dimore nelle province di Palermo e Trapani. Il reato di cui è accusato, come detto, è l’estorsione.






Maniaci è incappato nelle maglie della giustizia per caso: i militari dell’Arma indagavano sui clan di Partinico e sui rapporti tra mafia e politica locale. Hanno scoperto che l’uomo, in cambio di piccole somme (200-300 euro) assicurava ai sindaci di non trasmettere quelli che definiva scoop che avrebbero potuto danneggiarli. Oltre al denaro avrebbe anche chiesto un contratto a termine per l’amante al comune di Partinico.

 

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