Montecitorio, ecco il concorsone per tutti: 300 posti e 65mila euro l’anno


L’estate 2019 sarà quella del “concorsone” a Montecitorio. Come riporta Il Tempo, a luglio partirà il primo dei quattro bandi per assegnare fino a 300 posti di lavoro. Il primo bando sarà riservato all’assunzione di consiglieri parlamentari. È richiesta la laurea quinquennale e la selezione prevede due prove scritte e due orali. Tra le materie d’esame, per la parte scritta, per il concorso ci saranno diritto, politica economica e la storia d’Italia. La parte orale sarà incentrata sulle materie della parte scritta con l’aggiunta di una prova linguistica in cui il candidato dovrà dimostrare la conoscenza di una lingua straniera a scelta tra inglese, francese e spagnolo.

Attualmente i consiglieri parlamentari a Montecitorio sono 127 e svolgono funzioni di organizzazione e direzione amministrativa, di revisione e controllo delle procedure contabili, di certificazione, di consulenza procedurale, di studio e di ricerca, di assistenza giuridico-legale, di organizzazione e direzione delle attività connesse alle relazioni istituzionali con enti nazionali e internazionali. Continua dopo la foto



Lo stipendio per il primo bando varia dai 65 mila euro lodi all’anno ai 360 mila dopo quarant’anni di servizio. La retribuzione dopo dieci anni di lavoro è di 146 mila euro lordi. Gli stipendi dei nuovi assunti di Montecitorio saranno comunque stabiliti dall’ufficio di presidenza dopo un confronto, aperto già dal presidente Fico, con i sindacati. I compensi attuali, che sono già stati ridotti negli ultimi anni la presidenza targata Boldrini, dovrebbero essere ritoccati verso il basso. Continua dopo la foto


La professione di consigliere parlamentare richiede competenze specifiche, che un ordinario corso di laurea non è in grado di fornire in modo adeguato: anzitutto, per accedere alla carriera di funzionario parlamentare, è necessaria una vastissima preparazione giuridica, non limitata soltanto alle discipline pubblicistiche, ed una profonda conoscenza della storia politica, istituzionale ed economica italiana ed europea. Continua dopo la foto


 


Inoltre, l´attività lavorativa all´interno delle Camere, potendo esplicarsi in ambiti tra loro molto diversi, amministrativi e parlamentari, richiede una grande versatilità ed una capacità di individuazione e risoluzione di problemi che continuamente sorgono nella vita di un´istituzione rappresentativa, chiamata – per sua naturale vocazione – a tradurre l´istanza politica in norme di legge. Il funzionario parlamentare è stato correttamente definito “il notaio della democrazia”, perché, attraverso le sue competenze giuridiche, unite alla conoscenza delle leggi dell´economia e alla sua cultura storica, è il garante delle regole che sovrintendono alla fase delicatissima, embrionale, della vita del diritto che è quella della sua produzione. Ho la fortuna di assistere a questo interessantissimo processo da un osservatorio privilegiato: la mia attività professionale, infatti, si svolge soprattutto in aula (sono infatti stato assegnato al servizio dell´Assemblea) e presso la Giunta del Regolamento. Grazie al contatto quotidiano con la procedura, attraverso la continua applicazione delle norme regolamentari, ho maturato sempre di più la consapevolezza del valore delle regole come garanzia del processo democratico di produzione della decisione politica.

Ti potrebbe anche interessare: Dieta delle zucchine: in 3 giorni torni in forma senza la minima fatica