“Stai zitto, quanti buchi hai fatto oggi?”. Le intercettazioni choc di un gruppo di medici fanno il giro della rete e indignano tutta Italia: ridevano sulla sofferenza dei malati


 

Si divertivano sulla pelle (letteralmente) dei pazienti che avrebbero dovuto curare. In barba al giuramento di Ippocrate ed a qualsiasi legge morale. Il loro macabro hobby era quello di fare a gara a chi infilasse più cannule nelle vene dei pazienti che arrivano al pronto soccorso con tanto di punteggio per ogni tipo di tubicino.

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A portare a galla la vicenda, accaduta all’ospedale San Bortolo, è stato il “giornale di Vicenza”. Il gruppo di aguzzini (appellativo che sembra tutt’altro che fuori luogo), era composto da 8 persone e si scambiava messaggi di sfottò – agghiaccianti, ancora di più perché pronunciato da medici – su WhatsApp dove, costantemente, era aggiornata una speciale classifica sui “buchi” che ognuno aveva fatto. Un’aberrazione  in totale dimenticanza della sofferenza e del dolore dei pazienti.

Una storia che ha fatto indignare tutto il paese, e sulla quale l’azienda ospedaliera ha promosso un’inchiesta interna conclusa con due sanzioni disciplinari e sei “archiviazioni”. Un provvedimento che sa di beffa al punto che, sulla questione, si è mosso anche il presidente della Regione Veneto Zaia che ha annunciato di voler portare gli atti in Procura.

 

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“Non credo ai miei occhi nel leggere una notizia che è a dir poco inquietante. Vicenda di cui ho appreso stamane dai giornali – dice il governatore del Veneto – ho allertato l’avvocato regionale chiedendo che venga inoltrata una mia segnalazione alla procura assieme a tutti gli atti acquisiti”.

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“Solo la Procura – aggiunge – potrà chiarire fino in fondo i lati oscuri di questa vicenda. Qualora ci fossero responsabilità accertate le punizioni dovranno essere esemplari. Per me non finisce qui. In mattinata manderò personalmente il fascicolo in procura. Su una storia come questa, qualora accertata, non ci possono essere se o ma o sconti per nessuno”

 

“Dottore, ho un gran mal di gola”, ma i medici diagnosticano una “forte laringite”. Poche ore dopo, a 27 anni, muore. L’ennesima storia assurda di malasanità

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