Manuel Bortuzzo, la rinascita comincia in piscina: “Questa è la mia vita”


Era la notte del 3 febbraio, poco più di un mese fa, quando un proiettile ha cambiato per sempre la vita di Manuel Bortuzzo. La promettente carriera del nuotatore trevigiano di 19 anni è terminata in quel momento, alla periferia di Roma Sud, mentre era fuori da un pub dove stava trascorrendo la serata con gli amici e la fidanzata. Erano in due e hanno detto di aver sparato per sbaglio. Uscito dall’ospedale per la riabilitazione nell’istituto Santa Lucia, Manuel, che è rimasto paralizzato dalla vita in giù per colpa di quel proiettile che gli ha lesionato irrimediabilmente il midollo spinale, è pronto per una nuova sfida. In piscina.

Si potrebbe immergere già oggi in vasca. Perché “L’acqua è la mia vita”, dice. Ed è pronto a gettarsi in una nuova gara con se stesso, raccontata da Il Messaggero che ha raccolto le parole del padre: “Se gli togli le gambe e gli togli pure l’acqua, allora è finita. La piscina è il suo mondo, abbiamo scelto la clinica Santa Lucia proprio perché c’è una vasca di 25 metri, per lui è troppo importante tornare a nuotare”. (Continua dopo la foto)







Questione di ore, potrebbe succedere già oggi se, Manuel è in forma, o domani, scrive sempre Il Messaggero. Manuel ricomincerà i suoi allenamenti. Le gambe non gli possono più dare velocità, la forza è tutta nelle braccia. “Lui ce la sta mettendo tutta, quello che le persone fanno in un mese Manuel è riuscito a farlo in una settimana. Affronta la terapia con tenacia, vuole uscirne al più presto”, spiega papà Franco. (Continua dopo la foto)




Una grande forza d’animo quella di Manuel, che a un mese da quella notte maledetta a piazza Eschilo, dal ferimento che gli ha cambiato per sempre la vita, non ha avuto un pensiero per i due giovani pregiudicati che gli hanno sparato, Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano, ma per la sua Martina, la fidanzata che era con lui al momento dello sparo, davanti a un distributore di sigarette. (Continua dopo la foto)


 


“Tra poche ore sarà un mese esatto dall’accaduto – aveva scritto su Instagram – Ciò che voglio ricordare è quell’attimo in cui sono caduto a terra, un attimo prima di non ricordare più nulla, quel momento in cui cercavo di pensare a tutte le cose che non sono riuscito a fare nella mia vita. Ma non ci riuscivo. Il mio unico pensiero era “ora o mai più, lo deve sapere”. Ed è li a terra che ho preso il suo viso nelle mie mani e le ho detto per la prima volta ‘ti amo’. Per me il 3 febbraio è stato questo”.

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