Quel volto che sbuca dalla prima pagina di un quotidiano è il simbolo della Repubblica. Tutti lo abbiamo imparato a conoscere negli anni. Ma chi è quella bellissima donna sorridente?


 

Quella foto è presente nelle mente di tutti gli italiani. La donna sorridente, raggiante, che sbuca fuori dalla prima pagina del Corriere della Sera è il simbolo della Repubblica: uno scatto, quello di Federico Patellani, utilizzata per articoli e libri, mostre e manifestazioni politiche, una foto-icona, una splendida e anonima donna chiamata a impersonare la gioventù e la speranza di un Paese dopo il fascismo e la guerra. Oggi, a settant’anni di distanza, lo splendore di quel sorriso resta, il significato di quello scatto anche, ma l’anonimato non c’è più. Infatti il quotidiano la Repubblica è riuscito a ricostruire la storia e l’identità di quella donna. Come si legge sul sito di Repubblica.it, ”La foto fu pubblicata per la prima volta il 15 giugno del 1946 sulla copertina del settimanale Tempo, fondato nel 1939 da Alberto Mondadori sull’esempio dell’americano Life e riportato in edicola da Arturo Tofanelli all’inizio del ‘46. Federico Patellani, uno dei più celebri fotogiornalisti italiani (anzi quello che il fotogiornalismo in Italia praticamente lo inventò), lavorava a tempo pieno nella redazione. Nei mesi precedenti, il settimanale aveva parlato pochissimo del referendum monarchia-repubblica del 2 giugno”.

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Patellani aveva lavorato molto a quello scatto, addirittura aveva fatto scattare quarantuno volte la sua Leica, come si vede dai provini a contatto conservati presso il Museo della Fotografia contemporanea di Cinisello Balsamo. Alcune immagini ritraggono la donna davanti a un muro coperto di manifesti; in altre legge il giornale; in altre ancora una mano impugna il quotidiano mentre l’altra è sollevata in segno di gioia. Infine la serie con l’idea: il giornale bucato dal quale ”rinasce l’Italia”. Dopo la sollecitazione di un lettore, Repubblica è riuscita a ricostruire la storia di quel volto meraviglioso: si tratta di Anna Iberti, futura moglie di Franco Nasi, uno dei primi giornalisti de Il Giorno. La donna è venuta a mancare nel 1997 ma i familiari confermano: ”Ci dispiace che questa cosa diventa pubblica – hanno detto le figlie a Repubblica -. La mamma era un tipo molto riservato, parlava poco di questa storia”. Il quotidiano ha fornito altri dettagli: ”Nel giugno 1946 Anna Iberti aveva ventiquattro anni e non era ancora sposata. Dopo le scuole magistrali aveva brevemente insegnato e in quel momento lavorava nell’amministrazione del quotidiano socialista Avanti!. Il padre Alberto, caporeparto in una delle fabbriche automobilistiche milanesi (l’Alfa Romeo o la Isotta Fraschini) era un vecchio socialista. In diversi ambienti, negli anni passati, si era diffusa la voce che la ragazza della foto fosse stata una giovane partigiana, ma le figlie lo escludono: ”No, non era il tipo”, dicono, anche se per tutta la vita la signora Anna mantenne un forte interesse sociale, impegnandosi per esempio come volontaria per i progetti del Cam, il Centro ausiliario per i problemi minorili”.


Infine un unico dettaglio relativo alla fotografia emerge dagli scarni racconti che Anna fece alle figlie, e cioè che ”il servizio fu effettuato ”sulla terrazza dell’Avanti!’. Molte immagini del servizio mostrano in realtà manifesti e giornali murali e sono state dunque realizzate per le strade di Milano. In una di quelle riprese dall’alto in basso, tuttavia, si scorge sulla destra il tetto di un edificio: sì, le foto più note della serie sono state fatte su una terrazza”, si legge ancora su Repubblica.


 

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