Infermiera killer, colpo di scena nelle indagini. Per la donna, dopo 21 giorni di carcere, è stata decisa questa “sorte”. È sgomento generale. Che ne pensate?


 

Inaspettato cambio di rotta per la vicenda di Fausta Bonino, l’infermiera arrestata con l’accusa di aver provocato la morte di tredici pazienti del reparto di rianimazione dell’ospedale Villamarina di Piombino con dosi di eparina. La donna, in carcere dal 31 marzo scorso, ha lasciato l’istituto don Bosco di Pisa, perché “Non ci sono prove”. Il tribunale del riesame di Firenze ha, infatti, annullato l’ordinanza d’arresto, la Bonino pertanto è libera dopo ventuno giorni in cella. Nel corso dell’indagine, la donna si è sempre dichiarata innocente, affermando, tra l’altro,  che non esistevano spiegazioni medico-scientifiche in grado di attestare la sua colpevolezza.

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L’infermiera era stata trattenuta in carcere con l’accusa di aver provocato la morte di tredici pazienti del reparto di rianimazione dell’ospedale Villamarina di Piombino, iniettando dosi massicce di eparina, che avrebbe procurato una morte istantanea ai malcapitati. L’avvocato difensore della Bonino aveva chiesto il riesame e per questo motivo, qualche giorno fa la procura aveva disposto la riesumazione dei corpi. Tuttavia, gli organi inquirenti hanno avuto a disposizione solo i corpi di sette delle tredici presunte vittime complessive, dato che gli altri sei sono stati cremati subito dopo la morte.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, gli investigatori cercavano sui cadaveri i segni di un’abbondante emorragia dovuta alle iniezioni in dose massiccia di eparina, l’anti coagulante che secondo gli inquirenti la Bonino avrebbe usato nel suo progetto di morte tra il 2014 e il 2015. Risalgono, infatti, a quegli anni i decessi misteriosi e sempre durante i turni dell’infermiera. 

 

Choc in ospedale, un’altra “infermiera killer”. Omicidio volontario continuato, un numero impressionante di vittime