“Non si dica che è un folle: chi usa violenza contro un bimbo è un vile”


“Ci sono degli indicatori del livello di civiltà e dello stato della condizione umana: il primo è il rispetto per i vecchi, il secondo è l’amore per i bambini, per questo non è possibile usare violenza verso un bimbo ed è inutile chiedersi un perché. Non esiste nessuna causa che sia proporzionata a questo uso della violenza. Semmai è solo il segno di un’inciviltà e di essersi impoveriti di ogni aspetto umano”. A parlare è Vittorino Andreoli. Lo psichiatra è stato intervistato dal Tg 5 e ha commentato i fatti di Cardito.

Il paesino in provincia di Napoli è diventato tristemente famoso per l’omicidio di Giuseppe, sette anni, ucciso a calci, pugni e colpi di scopa dal patrigno Tony Essoubti Badre, che ha confessato al gip di aver colpito a morte il figlio della compagna e ferito la sorellina, che al momento si trova ancora ricoverata all’ospedale. (Continua a leggere dopo la foto)



Una violenza scatenata per aver rotto l’asse di un letto, mentre giocava con Noemi. Nulla, a parere dello psichiatra, può giustificare il patrigno: “Un bambino non può essere mai un nemico. È stato studiato che in tutte le specie viventi esistono nei cuccioli degli aspetti somatici, soprattutto le espressioni del viso, che richiamano biologicamente la protezione e il rispetto. Per questo chi usa violenza contro un bambino è un orrore, è semplicemente un uomo vile o donna vile, che va contro quelle che son le persone più deboli”. (Continua a leggere dopo la foto)


Il gesto di Tony, dice sempre Andreoli, non è imputabile a un raptus di follia. Attribuire a un disturbo psichiatrico la violenza su un bambino è un alibi fasullo: “Non si dica che è un folle o che si tratti di follia. Da 60 anni vivo in mezzo ai miei matti, ma questo comportamento non è parte della loro vita. Anche uno psichiatra di fronte a un calo di civiltà rimane stupito, però bisogna fare in modo che questi esempi portino non solo al giudizio di un tribunale, ma al giudizio di tutti. E che aiuti a rafforzare dentro di noi, dentro le nostre coscienze il rispetto per tutti bambini”. (Continua a leggere dopo la foto)


 


Dopo la confessione di Tony Essobti Badre, che ha ucciso il piccolo Giuseppe e picchiato la sorella di otto anni, è sul ruolo della madre dei piccoli che si concentrano i sospetti degli inquirenti. La donna era presente nell’appartamento di Cardito, nel Napoletano, quando il 24enne ha preso a calci e pugni i due bambini, ma non avrebbe chiamato lei i soccorsi. Davanti ai pm, l’uomo ha raccontato che Valentina Caso ha tentato di fermarlo senza riuscirci.

Bimbo ucciso Cardito, l’amica di Tony: “Aveva un figlio da un’altra donna”