‘Perché ci picchiava?’. Le domande della sorellina Noemi che non sa che Giuseppe è morto


La storia di Cardito ha scioccato l’Italia. Tony Essoubti Badre, di 24 anni, ha picchiato brutalmente i figli della compagna mentre lei era presente. Era il 26 gennaio 2019 e il piccolo Giuseppe e la sorellina Noemi stavano giocando con il letto nuovo. Nel gioco il letto si è rotto. E la cosa ha fatto infuriare il patrigno dei bambini che, preso da una rabbia accecante, li ha iniziati a picchiare in modo orribile. Il piccolo Giuseppe, a causa delle terribili percosse, è morto. Aveva 7 anni. E non c’è molto altro da aggiungere riguardo l’orrore che un essere umano può compiere. L’uomo è accusato di omicidio volontario e tentato omicidio. Tentato omicidio ai danni della sorellina di Giuseppe che è “solo” finita in ospedale. Ma è viva.

Il medico che ha soccorso la piccola, però, ha spiegato che in tutta la sua carriera non aveva mai visto niente di così orribile. “Lavoro in pronto soccorso pediatrico da trent’anni, pensavo di averle viste tutte ma quello che ho visto ieri è la scena più raccapricciante a cui ho mai assistito”, ha detto Vincenzo Tipo. Continua a leggere dopo la foto



Vincenzo Tipo è uno dei medici che soccorso Noemi, la sorella di 8 anni del piccolo Giuseppe. Badre, l’assassino, ha confessato. Ha detto di aver ucciso Giuseppe perché aveva rotto la sponda del letto nuovo. Sì, è orrendo. Viviamo in un mondo in cui un letto nuovo vale più della vita di un bambino. L’umanità sta andando a picco, ma queste sono considerazioni che ognuno farà per conto proprio. Torniamo al commento del medico, che è il primario del Pronto Soccorso dell’ospedale Santo Bono di Napoli. Continua a leggere dopo la foto


Tipo ha visto Noemi quando è arrivata in ospedale: “Aveva il volto tumefatto ma soprattutto sangue sul cuoio capelluto, tutte ferite compatibili con l’ipotesi di percosse”, ha detto. “Il sangue sulla testa ci ha fatto sospettare lesioni interne e quindi abbiamo sottoposto la bimba a tac e radiografie. In due ore abbiamo svolto tutte le analisi che ci hanno rassicurato sul fatto che si trattasse solo di ferite superficiali”. Come racconta il Corriere della Sera, Noemi ancora non sa che Giuseppe è morto. Saranno gli psicologi che la seguono a decidere quando sarà pronta a ricordare l’accaduto. Continua a leggere dopo la foto


 

Noemi, che ora sta migliorando, chiede. Chiede di Tony. Parla delle botte che sia lei che il fratello ricevevano da quell’uomo. E chiede. Chiede perché il compagno di sua madre li picchiasse. “Saranno gli psicologi a doverglielo spiegare, a doverle far capire che una spiegazione non c’è, almeno non ce n’è una che, nel candore dei suoi otto anni, lei possa comprendere. Di che cosa è successo a Giuseppe, invece, non si parla, in quella stanza. Non è il momento. Verrà il tempo per dirle che il fratellino non c’è più ma ora è troppo presto” si legge sul Corriere della Sera.

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