Al pronto soccorso con dolori lancinanti allo stomaco. La verità da una lastra: assurdo


Ha accusato un malore nella sua cella del carcere di Poggioreale. Una fitta allo stomaco così forte da impedirgli di stare in piedi. Così, un detenuto, ha allertato il personale della polizia penitenziaria che lo ha trasferito immediatamente in ospedale. Al pronto soccorso i medici hanno iniziato gli esami del caso, analisi del sangue, pressione e radiografie che hanno rivelato il motivo del malore. Il detenuto aveva un telefonino cellulare nello stomaco.

Era riuscito a riceverlo dall’esterno per comunicare con i parenti ma quando si è accorto che stava per scattare una perquisizione da parte degli agenti della Penitenziaria, è riuscito incredibilmente a ingoiare l’apparecchio. Per quanto fosse di piccole dimensioni, il telefonino è finito nello stomaco, e dopo qualche ora l’uomo – un 40enne napoletano, detenuto comune del quale non sono state rese le generalità – ha cominciato a sentirsi male. Una storia che, per certi versi, ricorda quella del tunisino Haji Moez, detenuto in carcere a Sanremo che ingoiò una serie di oggetti per evadere dal carcere. (Continua dopo la foto)








Portato in ospedale e sistemato su una branda in una stanzetta del pronto soccorso riesce a scappare lanciandosi dalla finestra. La fuga era stata questione di ore. Moez si era nascosto nei giardini della casa di riposo per anziani Borea. Determinante per la sua cattura – avvenuta verso le 8, da parte della polizia – è stata la telefonata al 112 di un dipendente della struttura per anziani, quest’ultima poco distante dall’ospedale, che aveva notato il nordafricano aggirarsi nel parco. (Continua dopo la foto)





“Appena è entrato ce lo hanno immediatamente segnalato – aveva affermato il dirigente del commissariato di Sanremo Giovanni Santoro -. Segno che c’è un controllo molto stretto e una collaborazione importante tra le realtà del territorio. Grazie alla minuziosa descrizione fornita dagli agenti della penitenziaria, i poliziotti hanno potuto riconoscere l’evaso e arrestarlo di nuovo”. Moez si trovava in carcere, dal marzo scorso, per un cumulo di pene per reati legati allo spaccio di stupefacenti. (Continua dopo la foto)


 


In sei mesi, tuttavia, aveva girato diversi istituti di pena: da San Vittore a Milano, a quelli di Fossano, Saluzzo e, infine, Sanremo da dove, prima di lui, era evaso Abdelhamid Salmane, detenuto marocchino di 25 anni, accusato di tentato omicidio per aver accoltellato quattro giovani italiani, scappato il 26 aprile scorso, ma catturato nella serata dello stesso giorno.

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