Neonato morto in ospedale, adesso è psicosi: è il terzo in una settimana


Un bambino nato prematuro lo scorso 4 dicembre è morto nel reparto di terapia intensiva neonatale degli Spedali Civili di Brescia a causa di un’infezione di cui non si conoscono le cause. Lo riporta il Giornale di Brescia. Si tratta del terzo decesso in una settimana e i due neonati morti nei giorni scorsi erano stati in stanza con il bimbo deceduto ieri pomeriggio dopo aver accusato uno choc settico il 29 dicembre. Secondo l’ospedale, i tre casi non sarebbero collegati. Lunedì sarà eseguita l’autopsia sul neonato e la famiglia chiede verità. La Procura farà luce sul caso. In estate il reparto di terapia intensiva degli Spedali Civili era stato chiuso per un’infezione, una colonizzazione da serratia marcescens, un batterio che portò alla morte di un neonato. Per quel caso tutto il personale del reparto, 16 persone in tutto, è stato indagato. (Continua dopo la foto)



La Serratia è un Genere batterico appartenente alle Enterobacteriaceae, famiglia all’interno della quale si trovano specie batteriche Gram-negative, asporigene, aerobie/anaerobie facoltative. Sono batteri presenti comunemente nel suolo, nelle acque superficiali e di scarico, sulle piante, negli insetti, negli animali e nell’uomo. Pur essendo piuttosto diffusi nell’ambiente questi batteri non sono – a differenza di molti altri batteri della famiglia Enterobacteriaceae – componenti comuni della flora fecale umana. (Continua dopo la foto)


Le infezioni da Serratia più diffuse sono quelle causate dalla Specie Serratia marcescens, che provoca nell’uomo infezioni opportunistiche e nosocomiali. Più rare sono le infezioni dovute ad altre Specie (Serratia plymuthica, Serratia liquefaciens, Serratia rubidaea, Serratia odorifera e Serratia fonticola). Le infezioni da Serratia vengono generalmente trattate mediante terapia antibiotica. La prognosi dei pazienti con infezione da Serratia dipende molto dallo stato immunologico dei pazienti. (Continua dopo la foto)


 


In caso di soggetti molto anziani, soggetti immunologicamente depressi, nei bambini e nelle persone che hanno subito più traumi (pazienti politraumatizzati) generalmente l’infezione è più severa e la prognosi riservata.

Disclaimer: Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico. In caso di malessere è consigliabile rivolgersi al proprio medico o recarsi al pronto soccorso.

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