Tragedia a Verona: 12enne si toglie la vita dopo una lite con i genitori per i voti a scuola


Le pagine della cronaca di oggi,  12 dicembre, si tingono di nuovo di nero. La notizia della tragedia arriva da Verona dove una giovane ragazza di soli 12 anni si è tolta la vita a causa di una furiosa litigata con i suoi genitori. La lite si è generata a causa dell’andamento scolastico della ragazza. La ragazzina e i genitori hanno appunto avuto una discussione sui suoi brutti voti a scuola e così la giovane, non sopportando più la pressione, ha compiuto un gesto estremo. Dopo essersi chiusa in bagno, come riporta il corriere del Veneto, ha aperto la finestra della stanza e si è lasciata cadere nel vuoto.

Un gesto nato non  solo dalla lite con i genitori, che è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma anche da altri problemi. Infatti la ragazzina oltre allo scarso rendimento scolastico stava attraversando una relazione complicata con un coetaneo, e si sa che durante l’adolescenza i primi amori sono quelli più complicati e che danno i maggiori grattacapi. Un gesto quindi solo in apparenza folle, perché nascondeva in sè un bisogno di aiuto e di essere capiti e compresi tipico dell’adolescenza. (continua dopo la foto)



Sulla tragica vicenda di Verona è stata intervistata anche la psicologa e responsabile del punto di ascolto per le emergenze e il disagio scolastico a Verona, la quale ha espresso il suo punto di vista sulla questione. La dottoressa Giulia Guadagnini ha detto a riguardo: «Ogni gesto estremo, soprattutto a questa età, nasconde un mondo complesso e da comprendere, una realtà a parte». Poi ha aggiunto: «Da adulti vediamo questi gesti come incomprensibili e ingiustificati. Ma dobbiamo capire che a quell’età, che racchiude una fase molto complessa, sono la soluzione alla disperazione». Gli adolescenti sono un concentrato di emozioni che non è facile saper gestire, una vera e propria bomba ad orologeria pronta ad esplodere quanto meno ce lo aspettiamo. (continua dopo la foto)


Ora la parte più difficile deve ancora arrivare. La famiglia deve superare il lutto e in questi casi non è mai facile perché i sensi di colpa tendono a soffocare e a schiacciare. La dottoressa Guadagnini riguardo a ciò ha aggiunto: «Un altro momento molto complicato. Perché in questo caso le famiglie non sanno come affrontare la scomparsa. Si finisce in un turbinio di se e di ma da cui è difficile uscire». Però bisogna uscirne perchè il racconto della perdita di una figlia poco più che adolescente per un gesto estremo può aiutare altre famiglie a comprendere i loro figli e fermarli prima che sia troppo tardi. Naturalmente il lutto non deve essere superato solo dalla famiglia, ma anche dagli amici, sperando che capiscano che il suicidio non è una soluzione ai propri problemi.  (continua dopo la foto)


suicidio dodicenne verona

 

Il gesto della giovane ragazzina di Verona purtroppo non è il primo. La cronaca è piena di ragazzi che dopo un litigio con i genitori, per i motivi in apparenza più futili, si tolgono la vita. Accanto a gesti così estremi ve ne sono tanti altri, altrettanto pericolosi, che però passano inosservati. Uno di questi è l’autolesionismo. I ragazzi si infliggono volontariamente dolore perchè non riescono a tirare fuori i loro sentimenti. Quindi bisogna osservare e ascoltare questi ragazzi in fase adolescenziale in modo tale che riescano a crescere affrontando i problemi a testa alta e con coraggio.

“No, ma non può essere lui”. E chi se lo sarebbe mai aspettato: ora Ignazio Moser è un figo atomico, ma lo avete visto mai in piena adolescenza?