“Veronica Panarello sa tutto dell’altro figlio”. Davide Stival risponde all’ex moglie


Nell’autunno del 2014, in un paese della provincia di Ragusa, scompare un bambino di otto anni. Si chiama Loris Stival. Dopo qualche ora il corpo senza vita del piccolo viene trovato nelle campagne circostanti. Loris è stato ucciso. Inizia così uno dei casi di cronaca nera più controversi degli ultimi anni. Nell’agosto del 2018 Veronica Panarello è stata trasferita nel carcere di Torino. Si tratta del quarto istituto penitenziario nel quale la donna, condannata a 30 anni di carcere in primo grado e in appello per avere ucciso a Santa Croce Camerina il figlio Loris Stival il 29 novembre del 2014 si è trovata rinchiusa.

La donna era stata portata prima ad Agrigento e poi, da dicembre del 2015, all’istituto di Barcellona Pozzo di Gotto, dove è stata sottoposta anche a osservazione psichiatrica. Veronica Panarello aveva recentemente accusato il marito Davide Stival di non ricevere in carcere informazioni e foto del secondogenito, ma la risposta del martio è arrivata tramite il suo legale. A Storie Italiane è intervenuto sulla vicenda l’avvocato Daniele Scrofani, che ha replicato alle accuse della Panarello, riportando le parole del suo assistito. (Continua a leggere dopo la foto)







Davide sostiene, infatti, di aver mandato alla moglie le foto del bambino. “La corrispondenza interviene in maniera regolare: recentemente c’è stata una lettera abbastanza ricca di particolari sul normale evolversi della vita del bimbo. A causa del trasferimento da un carcere all’altro, c’è stata una breve interruzione. Le lettere da inviare sono una al mese. Questo secondo il provvedimento della Corte d’Appello di Catania. Davide è tenuto a dare informazioni sulle condizioni del figlio una volta al mese. Deve poi spedire foto e video ogni tre mesi” ha specificato il legale. (Continua a leggere dopo la foto)




Il legale di Davide Stival ha poi replicato alle recenti dichiarazioni rilasciate da Franco Panarello, padre di Veronica: “Non penso che avrebbe fatto al figlio una cosa del genere, la vera giustizia si deve cercare. Sapendo che mamma è, non penso che lo avrebbe fatto”. Parole a cui il legale del padre di Loris ha replicato così: “Io ho sempre avuto rispetto per questo uomo, ma certe frasi sono inascoltabili: la Panarello ha dato una serie di versioni, è stata trattata in un modo incredibile dal punto di vista processuale, ogni versione è stata valutata minuziosamente dalle forze dell’ordine”. (Continua a leggere dopo la foto)


 


Sempre a Storie Italiane il legale della Panarello, Francesco Villardita, aveva lanciato l’appello della donna. “Oggi Veronica chiede ancora di poter vedere le fotografie del figlio, l’unica speranza che ha di vita. Lei continua a professarsi innocente, non ha ucciso il figlio. Due sentenze di condanna la ritengono colpevole di omicidio e di occultamento di cadavere, ma in questa vicenda giudiziaria ci sono dei momenti bui che sono incolmabili e che fino a questo momento non sono stati colmati”.

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