Omicidio Isabella Noventa, svolta nel caso della segretaria scomparsa un mese fa. Cosa c’era nella casa di Freddy Sorgato: la scoperta degli inquirenti non lascia alcun dubbio


 

Tracce di sangue nella villetta di Freddy Sorgato, l’autotrasportatore 46enne accusato dell’omicidio di Isabella Noventa, 55 anni, segretaria in uno studio medico, donna con cui aveva una relazione tormentata. È quanto emerge dal primo test di laboratorio eseguito dalla professoressa Luciana Caenazzo dell’Istituto di medicina legale di Padova, la consulente della Procura. Come da prassi, un secondo test è stato eseguito nei locali dell’appartamento del compagno di Isabella Noventa, e se anche questo esame risulterà positivo si avrà la certezza in termini scientifici della presenza di tracce ematiche. 

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La notizia – emersa come indiscrezione investigativa – è stata riportata da La Nuova di Venezia e Mestre. Le ‘’tracce biologiche sospette’’ sono state rinvenute nella  cucina della villetta di proprietà di Sorgato, a Noventa Padovana in via Sabbioni. Il luminol ha dato esito positivo sul pavimento davanti al piano cottura, su un tavolo e su una parete (dove sono state trovate tracce a forma ampia e diffusa, cioè schizzi). 

Il rapporto della consulente della Procura, secondo quanto concesso dal pubblico ministero Giorgio Falcone, dovrà essere consegnato entro 45 giorni. L’accertamento tecnico irripetibile dovrà anche identificare il Dna di quelle tracce di sangue (se l’ipotesi del sangue verrà confermata). Dna che però potrebbe essere stato danneggiato da lavaggi a base di varechina. 




L’unica ad aver parlato, fino ad ora, rimane Manuela Cacco. Solo la tabaccaia di Camponogara ha accettato di parlare davanti agli investigatori, sia durante l’udienza di convalida dell’arresto sia, una seconda volta, in una stanza del carcere di Verona. Proprio a Verona si recheranno, nel primo pomeriggio, il pm Falcone e il capo della Mobile Di Munno. Dopo aver incontrato Freddy, infatti, interrogheranno la sorella Debora. Molti gli aspetti ancora da approfondire, come le due pistole e i 124mila euro in contanti trovati il 7 marzo scorso in un armadio nella casa del compagno di Debora, e soprattutto il luogo dove sono stati gettati i resti di Isabella.

 

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